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Roma, 27 feb – Guido Fabiani è stato fino a pochi giorni fa l’assessore alle Attività Produttive e Sviluppo Economico della giunta Zingaretti nella Regione Lazio. È cognato di Giorgio Napolitano, avendo sposato la sorella di Clio, Maria Bittoni. Carmine Basilicata, invece è il figlio del Direttore Generale di “Roma Tre” dove l’attuale assessore in qualità di Magnifico Rettore è stato per diversi anni, precisamente fino al 2013 a stretto contatto proprio con il papà di Carmine, dr. Pasquale Basilicata, ruolo che svolge ancor oggi presso l’Ateneo, fortemente cresciuto negli ultimi quindici anni soprattutto nelle zone centrali della Capitale sotto le giunte Rutelli e Veltroni e mai fermatesi anche dopo. Se Tor Vergata per anni è stata considerata l’Università della vecchia e ultima Democrazia Cristiana, questa è sicuramente la più progressista per così dire della Capitale.
Dallo scorso anno è stato assunto a tempo indeterminato per l’unico posto in qualità di “responsabile esperto servizi tecnici” presso “LazioDisu” ente pubblico presso la Regione Lazio (staccando tutti gli altri candidati) sotto la competenza di Massimiliano Smeriglio, una volta cervello dell’antagonismo romano con papà democristiano, e Vicepresidente di Zingaretti, in quota ex Sel negli ultimi cinque anni, a detta di molti dentro la Regione, vero deus ex machina dell’istituzione laziale, garante di quello che resta della galassia post comunista romana e laziale prima, ed anche nazionale oggi, dentro “Liberi e Uguali” di Pietro Grasso. Smeriglio, solo e soprattutto lui, è riuscito a imporre l’accordo col Pd con blindando di fatto l’intesa per la ricandidatura in Regione di Zingaretti con la “Lista Civica Zingaretti Presidente” creata ad hoc dove figura anche Michele Baldi vicino agli ambienti destrorsi del tifo e delle radio giallorosse, passato negli anni (non è l’unico) dalla destra alla sinistra. Smeriglio Assessore alla Formazione, Ricerca, Scuola, Università e Turismo. E quindi pure per gli studi universitari del Lazio. Ma se poi si vede che l’attuale Commissario Straordinario di -LazioDisu- sotto la giunta Zingaretti dal 2013 è Carmine Ursino ex dipendente della Camera dei Deputati, da tempo in pensione, ma attualmente docente di diritto regionale e degli enti locali guarda la coincidenza presso proprio “Roma Tre Università”.GIà Vicepresidente del -Centro Sudi Riforma dello Stato- quel CRS fondato tra gli altri da Pietro Ingrao che ne fu Presidente. E di dritto o di rovescio buoni i rapporti della famiglia Ingrao come per Napolitano e Macaluso spesso vacanzieri insieme con vitalizi e servizi di Stato con tanto ancora di scorta, con l’ex rettore già assessore Fabiani. Dove Giulio Napolitano è professore ordinario di diritto amministrativo proprio a Roma Tre.
Partito all’inizio come consulente legale della giunta Veltroni a Roma nel 2003 Napolitano jnr da sempre vicino prima a Romano Prodi, Presidente dell’Irpa (Istituto di ricerche sulla pubblica amministrazione) dove nel comitato scientifico siedono assieme a lui Bernardo Mattarella, figlio del presidente della Repubblica Sergio, e Sabino Cassese, giudice emerito della Consulta e amico storico dell’ex re Giorgio, nel Comitato scientifico di Nomisma nel 2007 società di consulenza tenuta a battesimo da Prodi che include con Napolitano junior anche Filippo Andreatta, figlio di Beniamino, economista come il padre e vicepresidente della fondazione Arel. Poi Enrico Letta, dove il rampollo di casa Napolitano è stato per anni consulente giuridico, ai tempi in cui era sottosegretario alla presidenza del Consiglio sotto il governo Prodi e dove più tardi è coinvolto oltre che nella fondazione Arel, anche con qualche incarico ricevuto dal presidente del Coni Gianni Malagò che gli ha affidato la riforma della giustizia sportiva. Operazione iniziata da Letta, (proseguita anche con la ex fidanzata, per un periodo, Marianna Madia, già ministra della Pubblica Amministrazione in governi tecnici non eletti da nessuno) poi “caldeggiata” anche dal binomio Renzi-Lotti molto vicino al riconfermato presidente del Coni a loro organico. Come del resto sono da sempre Luca Cordero di Montezemolo e allo zio di Enrico Letta, già sottosegretario pesante, il famoso Gianni, sempre a metà tra Berlusconi e Veltroni agli inizi degli anni duemila ed oggi solo apparentemente un pochino dietro le quinte, ma tra i tessitori dell’ennesimo quanto probabile governo tecnico del post 4 marzo.
Prendere invece Basilicata jnr in un ente sotto la delega diretta dell’assessore Fabiani forse poteva sembrare un pochino troppo arrogante, avrà pensato qualcuno molto in alto prima di assumerlo. E il pensar male in virtù anche di quanto detto sopra assume così sempre più forza anche tra l’assordante silenzio di chi dovrebbe evidenziare queste cose. Qualche nomina nel campo sanitario calma i bollori di consiglieri solo inizialmente pieni di buoni propositi e dura opposizione. Forse il presidente Zingaretti è stato bravo per così dire anche con l’opposizione non troppo rumorosa nel quinquennio (al contrario per esempio di quanto successo all’ex sindaco Marino nel recente passato in Campidoglio) anche quando coinvolto in indagini delicate di cui l’ Italia e non solo ne ha parlato e continua a parlarne hanno fatto sapere che fosse indagato anche lui da circa tre anni. Ma di lui si è saputo solo ad archiviazione avvenuta. Manipolare poteri forti come magistratura e comunicazione. Anche la tardiva candidatura del catapultato da Milano e riscoperto solo ad un mese dalle elezioni romano di nascita Stefano Parisi sembrerebbe dimostrarlo. Così come il sostegno all’“amatriciano” Sergio Pirozzi con tanto di comitato elettorale offerto dall’editore romano Alessandro Di Paolo e dall’ affarista Peppe Cionci vicini ufficialmente a Zingaretti già dai tempi in cui l’attuale governatore era presidente della Provincia di Roma.
Tornando invece alla famiglia di un potere ormai forte e consolidato come “Roma Tre” Pasquale Basilicata, dal novembre 2017 Commissario Ater (ex Iacp) di Roma, ad oggi Direttore Generale dell’università degli Studi Roma Tre, ha assunto entrambi gli incarichi. La Regione Lazio fa peggio della Raggi. Dopo l’assessora comunale che viene a Roma solo 4 giorni, ora la Regione Lazio nomina Commissario ATER una persona a mezzo servizio. L’indifferenza dei politici ai problemi della gente è trasversale. L’Ater dal mese di ottobre non ha più il Commissario perché la Regione non ha concesso la proroga al precedente Commissario straordinario, un giudice di alto livello che stava cercando, insieme al Direttore generale di riportare l’Ater ad una gestione corretta dopo anni di malagestione. Evidentemente alla Giunta regionale la legalità non interessa.” Un problema non indifferente per la Regione Lazio sotto elezioni oltre a non essere riuscita a trovare un Presidente per Ater deve ancora corrispondere all’Agenzia delle Entrate un pesante debito. Una data ormai prossima alla quale si poteva arrivare preparati solo con l’intervento del Governo che avrebbe potuto risanare il debito, contratto soprattutto per la tassa Imu, più volte denunciata come inammissibile per Ater che dovrebbe assolvere a una funzione sociale. Dopo anni di commissariamento (anche ai tempi del centro destra) il gestore di alloggi di edilizia residenziale pubblica, che andrebbe anzi rinforzato in maniera adeguata per la gestione di ulteriori altri 10 mila alloggi, senza i quali la città di Roma e i suoi abitanti arriverebbero al collasso, ha un quindi Commissario, ma è a mezzo servizio nel bel mezzo di una delle emergenze abitative più gravi vissute dalla Città e la sua provincia. Ma ai poteri forti e al presidente Zingaretti è concesso tutto o quasi.
Rolando Maio

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4 Commenti

  1. Questi tre pessimi figuri dovrebbero rappresentare le istituzioni, dovrebbero essere le menti brillanti che ci guidano ad un futuro migliore ed ai quali dovremmo dare rispetto ed ascolto……… questi sono arroganti, protetti dalle loro scorte inutili e con le spalle coperte da stipendi vergognosi e inverecondi……questi disprezzano tutti quelli che non la pensano come loro ma la carriera politica di questi tre pessimi elementi parla per loro……….si vergognino……….la faccio breve e sicuramente sarò io lo stupido e l’incapace ma ricordo che in gioventù in università tutti sapevano le parentele dei “baroni”…… mogli,figli,amanti, concubine e altro……sodomiti compresi………il tutto è figlio di un errore storico gravissimo, ovvero aver lasciato per anni cultura e università in mano alle sinistre rozze ed ignoranti……. non tutto è perduto però……… ormai le cazzate piddine sono sotto agli occhi di tutti.

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