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Milano, 28 feb – Cosa non si fa per un pugno di voti. Sembrano, al momento, aver dato qualche frutto le peregrinazioni dei vari esponenti del PD nelle moschee italiane. L’ultimo ad andare in moschea, facendo un certo scalpore, è stato il ministro dell’Interno Marco Minniti, che si è recato alla grande Moschea di Roma. Ma prima di lui anche a Milano c’è chi ha fatto lo stesso.
Qualche settimana fa due rappresentanti del Pd milanese hanno tenuto un incontro nell’unica moschea “ufficiale” di Milano, quella di Segrate, dove a predicare c’è un imam convinto che le donne facciano peccato ad andare in bicicletta. L’occasione è stata un convegno intitolato «Sapere i cambiamenti della nuova legge elettorale». Tradotto: a che punto è lo ius soli. Relatori Pietro Bbussolati, segretario del Pd di Milano e Sumaya Abdel Qader, consigliera comunale che si è sempre distinta per la sua battaglia a favore della cittadinanza alle seconde generazioni di immigrati.
A pochi giorni di distanza da quell’incontro, dove ad ascoltare c’erano uomini da una parte e donne dall’altra, arriva la notizia che la moschea di Segrate ha diramato una nota in cui invita i fedeli a votare chi vuole approvare lo ius soli. Cioè per il Partito Democratico. Una dichiarazione in netto contrasto con quella che Davide Picardo, uno dei leader più famosi dei musulmani in Italia, fece le scorse settimane al programma radiofonico La Zanzara. Nell’occasione Picardo affermò: “Finora la maggior parte degli islamici votava la sinistra, adesso vedo che si orientano sui 5 Stelle. Anch’io voterò il Movimento“. A quanto pare una dichiarazione che ha allarmato i vertici del Pd che, vista l’aria che tira e i sempre minori consensi tra gli italiani, hanno pensato di correre ai ripari e andare in moschea a elemosinare voti.
Ma la moschea di Segrate sembra si sia superata, andando a prendere spunto nella campagna elettorale italiana del 1948, quando un lucidissimo Giovannino Guareschi disegnò il famoso manifesto con la scritta“Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no!”, riferendosi ai goffi e disperati tentativi che mise in atto la Democrazia Cristiana per conquistarsi il maggior numero di voti e scongiurare il pericolo comunista. Abi Shwaima, l’imam di Segrate, invita i fedeli a non astenersi dal voto perché “hanno un interesse fondamentale a recarsi alle urne e nel segreto della cabina, dove nessuno, tranne Allah, rifulga lo splendore della sua luce, li vede”. 70 anni dopo, la storia sembra ripetersi, con i dovuti distinguo.
Anna Pedri
 

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