Roma, 7 mar – Le famiglie italiane crescono di numero, ma è una fake news, o per meglio dire una triste nuova tendenza dell’Istat, riportata dall’Ansa.

Famiglie italiane, famiglie unipersonali

Le famiglie italiane “aumentano” secondo il titolo dell’Ansa, ma sono, appunto, famiglie “unipersonali”. Secondo questa stramba definizione, il single, ovvero la persona sola, è una famiglia, ma per l’appunto di qualità “unipersonale”. Si potrebbe abbreviare dicendo che stiano scomparendo, o comunque riducendosi consistentemente, le famiglie di per sé. Ma con l’unipersonalità è quasi una bacchetta magica, possiamo anche parlare di aumento.

Ed ecco che, secondo il Censimento della popolazione diffuso dall’Istat riguardo gli anni 2018-2019, le famiglie unipersonali sono pari a 9.073.852 nel 2019, cioè il 35,1% del totale, contro il 12,9% del 1971. Insomma, le famiglie aumentano di numero. Ma, postilla, sono “unipersonali”. Vabbè. Il 15% circa delle persone che dimorano in Italia sono, quindi, sole. E alla loro crescita si accompagna, naturalmente, il crollo delle famiglie numerose. Nel 1971 i nuclei formati da 5 componenti o più erano 3.437.440, costituendo il 21,5% del totale. Oggi – o meglio nel 2019 – ce ne sono 1.318.804: appena il  5% delle famiglie censite.

Siamo una società di persone sole

A tutto ciò si aggiunge l’ovvia considerazione sulla malinconia di vivere in una società di solitari, di persone sempre più atomizzate e sempre meno relazionate con gli altri. Una società non società, con tutte le conseguenze che questo apparente paradosso comporta. E tutto ciò senza enfatizzare un altro dato direttamente correlato a quanto in oggetto, quello sulla natalità, che è in crollo verticale da decenni. Insomma, siamo soli e anziani. Le condizioni ideali di chi, senza nemmeno provare a protestare troppo, ha deciso di estinguersi.

Stelio Fergola

La tua mail per essere sempre aggiornato

6 Commenti

  1. Famiglie “unipersonali” che specialmente nelle metropoli vivono in tre/quattro o più sotto lo stesso tetto. E per *qualcuno” il risultato economico è lo stesso…

  2. Rimgraziamo la politica per la cancellazione dei contratti a tempo indeterminato che non ha piu’ permesso ai giovani di accedere ad un mutuo per comperarsi 2 mura ed iniziare una famiglia.Ringraziamo sempre la politica per aver svenduto il paese e le sue banche e aziende pubbliche creando cosi povertà e stipendi da fame.Aggiungi giovani maschi e femmine martellati da decenni di consumismo e messaggi anticristiani contro la famiglia e a favore del sesso libero e casuale e hai la ricetta perfetta per la fine del popolo italico.

  3. E’ vero che quando le società arrivano ad un certo benessere fanno meno figli ma se non vi sono le condizioni economico-sociali per un futuro sereno della famiglia è chiaro che di figli ne nasceranno ancor di meno. Quello che stiamo vedendo, inoltre, e che già vediamo da diversi anni, vi sembra un mondo adatto ai bambini? Non vi è altro che precarietà e instabilità. Fare molti figli di questi tempi significa non poter garantire loro un futuro dignitoso e quindi essere facilmente ricattati sul lavoro, nella società, nell’economia ecc. Ogni bambino che nasce oggi rischia di essere un adulto disgraziato domani.

  4. @cesare:in passato eravamo molto più poveri e avevamo meno sicurezze,ma le famiglie e i figli si facevano lo stesso.
    semmai quello che ha distrutto le famiglie è il nazifemminismo,che ha reso le donne completamente inadatte a metter su famiglia (troppo occupate a competere con gli uomini,a inseguire scuola,carriera,realizzazione personale,divertimenti ecc fino oltre i trent’anni)
    e ha spinto leggi misandriche e di genere dovunque,che hanno dato agli uomini l’acuta percezione
    di avere a che fare NON con una possibile compagna di vita,ma con un concorrente ostile da cui guardarsi,
    fatto che ha reso i rapporti uomo/donna a dir poco scomodi già in fase di conoscenza e corteggiamento…
    terminando il lavoro con
    il diritto matrimoniale che ha reso di fatto lo sposarsi in occidente un autentico suicidio legale per gli uomini,
    e con le leggi riproduttive che danno tutti i diritti alle femmine esautorando totalmente gli uomini da ogni decisione in merito.
    ovviamente quando gli uomini si sono resi conto di questo hanno cominciato a disertare gli altari,lasciando sempre più donne ad arrangiarsi o ad accettare una convivenza,visto che sposarsi sta diventando difficile:
    e zacchete,che arriva la nazifemminista cirinnà a normare pesantemente pure quelle,
    cercando di reintrodurre dalla finestra gli obblighi e i doveri a senso unico che
    gli uomini rifiutavano con il matrimonio:
    con l’ovvio risultato che adesso stanno crollando pure quelle.

    la verità è che il nazifemminismo ha distrutto TUTTO:
    ogni motivo per impegnarsi a far famiglia,e ogni motivo per avere dei figli,in una società e in una cultura che ODIA gli uomini,letteralmente:
    cosa c’è da stupirsi se adesso questa cultura e questa società….
    sta morendo?
    quello che c’è da stupirsi è che non sia ANCORA crollata del tutto,ma non durerà.

Commenta