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Roma, 19 giu – Con la storia del censimento dei rom Matteo Salvini ha scatenato il riflesso pavloviano della sinistra: “Tornano le leggi razziali, ecco le nuove deportazioni, il fascismo è dietro l’angolo etc etc”. Tutti a stracciarsi le vesti e a definire il titolare del Viminale come “il ministro della crudeltà”. Eppure l’idea del segretario del Carroccio non sembrava prevedere né treni piombati né deportazioni, ma solo un censimento appunto, lo stesso a cui si sottopongono milioni di cittadini italiani, e che per i rom è stato già ideato e realizzato in passato da giunte di sinistra, come testimoniano le esperienze della Milano amministrata dal progressista Pisapia o la “rossa” Emilia Romagna. 
Eppure come scrive il filosofo Simone Regazzoni la strategia comunicativa di Matteo Salvini appare evidente. Una delle chiavi è “l’amplificazione del suo messaggio causata dalle reazioni degli avversari politici, che accettano sempre il terreno di scontro scelto da Salvini e rispondono esattamente come previsto: rischio fascismo, pagine buie della storia, indignazione, manifestazione, ecc”. Uno degli abituè di questo tipo di comportamento che si trasforma in un assist per il segretario del Carroccio è il presidente Pd Matteo Orfini, che sulla questione rom ha risposto così su Twitter: “Se proprio vogliamo fare i censimenti, io partirei da quello dei razzisti e dei fascisti. Per evitarli meglio”.
Singolare che chi accusa Salvini di rievocare gli anni ’30, non si renda conto del suo riferimento molto più prossimo e diretto agli anni ’70, dove gli elenchi e i dossier sui militanti neofascisti servivano poi all’estrema sinistra per compiere aggressioni e delitti, ai tempi in cui “uccidere un fascista non era reato”. Ad ogni modo il tweet di Orfini ha avuto il solo pregio di compattare ancor di più i filo salviniani, come testimoniano le migliaia di commenti quasi esclusivamente negativi. “Orfi’ sembra che vogliano fare un censimento di quelli che come te vivono nel Mondo Buono: 3/4 milioni di persone “de sinistra” che si struggono dal desiderio di accogliere”, scrive il celebre vignettista Alfio Krancic, mentre il blogger identitario Tommaso Longobardi rassicura il presidente Pd: “Tranquillo orfì, non c’è bisogno, ormai ti evita pure la tua ombra”.
E se l’ex premier Gentiloni chiosa “ieri i rifugiati, oggi i Rom, domani le pistole per tutti. Quanto è faticoso essere cattivo“, alcuni commenti “popolari” ci ricordano lo scollamento tra il Pd, partito ormai dell’establishment, e le periferie: “Ma prima di parlare vi rendete conto di quanto è grande il problema Rom a Roma? A no voi giustamente vivendo in centro i roghi tossici non avete avuto mai il piacere di respirarli… e neanche gli incidenti che creano con le macchine senza assicurazione”. Un bagno di realtà che dovrebbe essere d’insegnamento al Pd, che forse riuscirebbe a capire perché ormai la Lega nei sondaggi è diventato il primo partito.
Davide Romano

2 Commenti

  1. “Censimento dei razzisti e dei fascisti”. Non ho mai riso così tanto in vita mia!
    Questi ce la mettono proprio tutta per sparire dal panorama politico italiano; o forse sono sempre stati così dementi e semplicemente non ce ne eravamo mai accorti?

  2. Io farei il censimento dei piddini idioti comunistelli e dei loro ricchi stipendi senza avere mai lavorato un giorno in vita loro…………poi farei il censimento dei piddini codardi che ci hanno regalato dopo cinque anni di dittatura rossa questo ignobile paese ridotto a cloaca per africani spacciatori…….poi farei il censimento degli inadeguati ed incapaci piddini che al parlamento europeo hanno permesso che la loro patria fosse trattata come merda,non impedendo che le schifezze straniere invadessero le tavole delle famiglie italiane e distruggendo la nostra agricoltura ed allevamento………. Vomitevoli.

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