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Roma, 15 lug – Ci sono voluti anni ed un lungo inseguimento ma, alla fine, l’industria italiana dei farmaci ha battuto l’agguerrita concorrenza tedesca, strappando a Berlino lo scettro di primo produttore Ue.
Con un fatturato pari a 31,2 miliardi di euro, il nostro settore farmaceutico supera quello tedesco fermo a 30 miliardi. Un successo dovuto principalmente all’export, che per l’Italia vale una fetta rilevantissima: 25 miliardi i farmaci che prendono la via dell’estero, a testimonianza di un’importante e riconosciuta affidabilità internazionale.
“Un successo made in Italy – spiega il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi – che dimostra la qualità del nostro sistema Paese. E che ha ricadute importanti: maggiore occupazione, soprattutto per i giovani; più investimenti che creano valore sul territorio; sinergie con l’indotto e le Università; sviluppo degli studi clinici che fanno crescere la qualità delle cure e portano al Servizio Sanitario Nazionale importanti risorse”.
Gli addetti del settore sono oltre 65mila, di cui il 93% a tempo indeterminato e con una quota rilevante di under-35, in continua crescita di pari passo con i numeri delle varie aziende presenti su tutto il territorio nazionale: “Vogliamo dare il nostro contributo di idee e di proposte concrete – sottolinea Scaccabarozzi – che auspichiamo possano essere utili allo sviluppo del Paese. Noi siamo e vogliamo continuare ad essere leva di crescita. Noi crediamo e vogliamo continuare a credere in questo Paese, come abbiamo fatto in questi splendidi quarant’anni”.

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1 commento

  1. Per conoscenza, competenza e capacità commerciale/comunicativa dovremmo essere i primi al mondo……… inutile produrre i farmaci in Cina o nel terzomondismo incontrollabile se poi bisogna ritirarli poiché cancerogeni…….. certo lo stato dittatoriale in cui viviamo non aiuta.

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