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Roma, 15 nov – Patria e cinema, queste le due parole che sintetizzano a pieno la vita dell’affascinante Fede Arnaud. Classe 1921, la veneziana è stata prima responsabile di un gruppo sportivo dei GUF e poi, dal 1943, comandante della X Mas.

Fede Arnaud: una donna a tutto tondo

Ausiliaria, madre e soprattutto donna in carriera, un modo di fare severo e lo sguardo perentorio di chi non è disposto ad arrendersi per nessuna ragione, un personaggio che non fa del suo essere donna una debolezza come dimostrano svariati aneddoti.

Tra questi è necessario ricordare l’episodio di Cuneo del ’44, a Cuneo, la banda partigiana di «Mauri» cattura il tenente di vascello Betti, il sottotenente di vascello Cencetti, il guardiamarina Federico Falangola e un marò, tutti del «Maestrale» che sta completando l’addestramento per trasferirsi – cambiando il nome in «Barbarigo» – sul fronte di Nettuno. Al comando è Umberto Bardelli che tenta di evitare lo scontro fratricida per liberare i suoi uomini: accetta la proposta di Fede Arnaud che sola, ma consapevole della sua forza morale, si avvia alla ricerca dei partigiani che verranno trovati in un paesetto. Una volta localizzati si fa catturare e, condotta davanti al loro capo, esegue un perfetto saluto romano. L’uomo è Folco Lulli, un toscanaccio sanguigno, buon attore cinematografico, che aveva lavorato con lei, allora giovane aiuto-regista, prima della guerra. Lulli non è comunista, apprezza il coraggio della Arnaud, accetta il confronto delle opinioni e degli ideali e decide di rilasciare i quattro prigionieri perché raggiungano il fronte con i loro compagni. Questo è solo uno degli episodi che ritraggono la nostra fenice mentre dimostra di avere coraggio da vendere ma, anche quando alla fine della guerra vede crollare tutti i suoi sogni e tocca il fondo buio ha la forza di risalire verso la luce non rinnegando mai i suoi ideali nonostante la magistratura cerchi di condannarla in tutti i modi.

Il successo nel cinema

Dopo il conflitto ricomincia a lavorare nel cinema cercando di affermarsi sempre di più. Rosalba Oletta, ad esempio, ci racconta del suo rapporto lavorativo con Fede Arnaud tracciando il ritratto di una donna sempre in lotta con i suoi limiti, sempre pronta a dare qualcosa di più. La sua firma sulla direzione del doppiaggio é comparsa nei titoli di film che hanno fatto epoca, fra i tanti: Il fascino discreto della borghesia, Hair, Easy Rider, E.T. e Amadeus.

Fede Arnaud è l’esempio, è il gigante a cui rifarsi, è colei che concretizza le sue idee e i suoi valori in un progetto reale, e quando le si attribuisce il merito di aver ideato la X Mas risponde che è nato «dallo slancio patriottico di tante ragazze accorse sotto le bandiere dei reparti che via via si stavano costituendo. Fu, quello, un periodo magico che abbiamo avuto la fortuna di vivere dalla parte giusta. Sono convinta che tra molti anni, quando persone serene potranno, frugando tra le carte, cercare di ricostruire, pezzetto per pezzetto, quei pochi mesi (dal settembre inoltrato del ’43 all’aprile del ’45), si innamoreranno tutti di quel periodo».

Jennifer Gavillucci

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