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Roma, 11 mag – Si fa un gran parlare di Fedez, di una sua discesa in politica e di quanto varrebbero i suoi milioni di follower sui social in termini di voti. Un giochetto che, con le variazioni del caso, in Italia è in voga da tempo immemore, al di là poi dell’effettiva discesa in campo del cantante/attore/sportivo di turno. Al contempo abbiamo visto nel corso dei decenni entrare in Parlamento cantanti/attori/sportivi (financo pornostar) senza che prima i sondaggisti ne misurassero il consenso. Per non parlare poi del caso di un comico alla guida di un partito nuovo di zecca, la cui tragicomica fine – del comico e del partito – è storia recentissima.



Fedez si fa pubblicità anche con la politica

Certo è che da quando Fedez, dal palco del concertone del primo maggio (festa dei lavoratori, sarà stato invitato come testimonial di Amazon?), ha fatto il suo pistolotto di ordinanza giallofucsia in favore del ddl Zan e contro la Lega, tutti parlano della portata politica del caso. Fermo restando che la mossa di Federico Lucia alias Fedez ma soprattutto signor Ferragni è tutta pubblicità per lui (e la sua linea di smalti da uomo), è vero che la polemica scatenata anche con la finta guerra in casa Rai3 (un po’ come se Letta si arrabbiasse con la Annunziata) sulla presunta censura preventiva ha dei risvolti politici. A partire dal plauso dei giallofucsia e della sinistra arcobaleno, in un turbinio di colori – che fanno pendant con le unghie del signor Ferragni – che lo incorona megafono ufficiale del centrosinistra. Come se i vari Letta e Di Maio non sapessero che i Ferragnez, come si dice oggi, sono un brand. Pensano ai soldi, insomma. Pur tuttavia a Letta e compagni – in crisi di consensi – fa gioco che tizi da milioni e milioni di follower facciano le loro stesse “battaglie”.

Il sondaggio Swg su quanto vale Fedez in politica

Dopo giorni in cui non si parla d’altro non poteva dunque mancare il sondaggione. A cogliere la palla al balzo è Swg, che ha chiesto a un campione di italiani quanto vale la discesa in politica di Fedez, magari con un partito tutto suo (che poi sarebbe della moglie). Ebbene, quello che salta subito agli occhi è un dato lapalissiano: più l’intervistato è giovane più apprezzerebbe il rapper in versione politico. Ma un altro dato che dovrebbe tranquillizzare i meno giovani è che comunque è più alta la percentuale di chi non gradirebbe la discesa in campo dell’influencer.

I numeri la dicono lunga

Questi i numeri (come riportato da Open): il 17% degli intervistati è a favore – numeri che equivalgono occhio e croce al consenso per il M5S -, contro il 56% che invece non voterebbe per Fedez. Nel dettaglio, il 12% degli intervistati pensa che il suo arrivo in politica “darebbe una ventata di novità”. Il 5% invece ritiene che “potrebbe avere un suo seguito se volesse fondare un nuovo partito”. Per il 36% degli intervistati contrari invece non sarebbe un buon politico. Il 20% teme che non riesca a concretizzare le sue idee. “Non saprei” è la risposta del 27% degli intervistati (magari, ci sta, anche perché non sanno chi sia).

I giovanissimi voterebbero per il rapper…

Come abbiamo detto, è rilevante il fattore età. A votare Fedez sarebbero il 24% dei millenial (1981-1996) intervistati e ben il 27% dei rappresentanti della cosiddetta Generazione Z (1997-2012). Ebbene, se andassimo a vedere i (mostruosi) numeri dei follower di Fedez sui social saremmo pressoché certi che le fasce d’età coinciderebbero con quelle della stragrande maggioranza dei “seguaci”. D’altronde Fedez (da poco non a caso anche su TikTok) è un fenomeno prettamente giovanile. Poi è ovvio che media e social ne parlino perché è perennemente in trending topic, come si dice oggi di un qualcosa di cui tutti parlano (sempre più spesso a sproposito).

…ma non sarebbe una novità

Un tempo i giovani votavano per i Radicali o equivalenti, come il partito dell’amore, o del rock, della droga libera o altre cose da giovani appunto. Tanti nella storia recente hanno votato M5S, bazzicato infatti anche dallo stesso Fedez. Sono milioni di voti, attenzione. Quindi non è che si può minimizzare o peggio ignorare certe mosse. Prendiamo il ddl Zan, è un tema molto in voga tra i giovanissimi. E non perché siano tutti dottori in legge in erba, ma perché sono follower dei Ferragnez. Questo spiega i risultati del sondaggio (che come sempre vanno presi con le pinze). E spiega il sondaggio stesso. Oggi tutti parlano del signor Ferragni. Pure noi.

Il punto è: quanto ci guadagnerebbe (in euro) a scendere in politica?

Il punto non è: Fedez scenderà in politica? Il punto è: già che se ne parli, come avviene ormai da tempo negli Stati Uniti – che sono il principale riferimento in termini di business, marketing e comunicazione dei Ferragnez – è tutta pubblicità. A sentire il rapper, che ha assestato un colpo non indifferente a Salvini che chiedeva un confronto pubblico con lui, non ha intenzione di scendere in politica. “Ma scusate, ora la priorità di un politico è fare un confronto tv con un rapper? La prossima mossa? Fare una sfida di break dance? Io onestamente preferisco stare a casa con la mia famiglia patatoni miei”, ha scritto su Twitter. Due sono le cose: o Fedez da compagno doc zittisce gli avversari e intanto si prepara alla discesa in campo oppure preferisce fare (anche) politica sui social e in tv per continuare a fare (soprattutto) soldi. Che poi – Usa docet – è la sua mission principale, checché se ne dica.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Praticamente il nuula ovvero la stampa italiode sinistronza parla di sondaggi fuffari inutili su una non perspna politica , annamo bene! “Assaggia ste olive, so greche!”

  2. ahhh se Letta proponesse di abbassare ulteriormente l’età del diritto al voto e arrivasse a 10 anni (compiuti) la sinistra potrebbe provare a schierare anche i “me contro te” . questi 2 ragazzi vanno fortissimo nella fascia d’età 4 – 11 :):)

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