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Francesco Facchinetti all'attacco dei buonisti: "Nessun perdono per le bestie che hanno ucciso Desirée"

by Chiara Soldani
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Roma, 29 ott – Si sta giocando una partita e già da un pò. Una partita feroce, spietata. Dove gli schieramenti sono sempre più netti, distinti. Realtà contro buonismo, verità contro menzogna.
In una settimana scandita da cronaca nera, assurde fake news, scale mobili che crollano e capitoline priorità (da rivedere), agli slogan “peace and love” di Fico si contrappongono le parole di buonsenso di Francesco Facchinetti. Mentre emergono nuovi, macabri dettagli su quella notte maledetta, le femministe continuano a parlare di “corpo – quello di Desirée – da rispettare”. Cosa che non farebbe lo “sciacallo Salvini”: ma di quale rispetto parlano, costoro? Di quello che ha abusato a turno (con una fila di fameliche belve) del gracile corpo d’una ragazzina? Sarebbe questo il rispetto, signore femministe? La domanda è lecita. La risposta, fantomatica, sicuramente no. Aggravate dagli inviti, deliranti, ad “amore e coesione sociale” di Roberto Fico (alias Boldrini), le proteste subumane nel quartiere San Lorenzo uccidono Desirée: la uccidono ancora.
Con toni politicamente scorretti, di quelli che  fanno bannare, zittire, insultare, Francesco Facchinetti sfoga su Twitter tutta la sua rabbia. Da italiano, da fratello, soprattutto di padre: “Io vorrei capire cosa aspettiamo a rimettere nelle piazze la ghigliottina. Questi demoni vanno spazzati via immediatamente. E chi mi dice che sono populista vada a fare in cu*** e provi a pensare se una cosa del genere fosse successa a sua figlia, sorella, amica o fidanzata. Invocare la pena di morte per questi bastardi non vuol dire essere fascisti ma vuol dire essere realisti. La putt*** di essere buonisti a tutti i costi ci ha portato fino a qui: COMPLIMENTI!“.
Nella prima domenica senza Desirée, in una domenica televisivamente chiacchiericcia, i salotti da talk show pullulano di “perdono, compassione, coesione sociale”. Intervenuto a Domenica In, Facchinetti (voce fuori dal coro) ribadisce quanto twittato: “Nessun perdono, nessuna compassione per chi ha ucciso Desirée!”. In una settimana, che continuerà a far parlar di sé, un solo vero “bagno di sangue”: quello dei buonisti, degli ignavi traditori della Patria. Perché le parole, pure, hanno un peso. Le parole tagliano, le parole uccidono, profanano. E quelle dei finti buoni, stanno continuando a massacrare una ragazzina. Una ragazzina, di soli 16 anni, di nome Desirée.
Chiara Soldani

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