Roma, 24 ott — Si è spesso dibattuto sull’importanza dei mass-media e sulla loro capacità di coinvolgere il proprio pubblico per instradarlo vero la condivisione di determinate visioni. Più volte abbiamo affrontato il tema su queste colonne, consapevoli che un indirizzo mediatico possa ritenersi efficace se avallato da un fronte comune, figlio di visioni simili. Soprattutto nell’epoca pandemica si è ottenuta ulteriore dimostrazione di quanto appena espresso, dato che la strategia mediatica del governo precedente e dell’attuale è servita alle strategie di condizionamento. Da qui sorge la denuncia delle divisioni che, anche in ambito editoriale e giornalistico, contornano la sfera ideologica della “destra” genericamente intesa. Comportando spesso e volentieri smarrimento e perplessità tra i lettori.



I media conservatori esteri contro il green pass

In primis, possiamo osservare la linea di quasi tutti i quotidiani globali del mondo conservatore, indipendentemente dalle sensibilità interne ad essi, sulle modalità di approccio e lotta alla pandemia. Il Wall Street Journal, il Telegraph e il Times, ad esempio, hanno sin dal principio invitato ad aderire alla campagna vaccinale. Restando però, allo stesso tempo, assolutamente contrari a restrizioni e strumenti come il green pass e l’obbligo vaccinale. Un approccio crediamo efficace ed invero anche condivisibile e che permette di tutelare salute e libertà personali.

In Italia, invece…

Un approccio, quest’ultimo, che non ha invece trovato particolari sponde in Italia. Con la più che lodevole eccezione de La Verità, Il Giornale e Libero hanno incomprensibilmente scelto di ergersi quali garanti del green pass obbligatorio e dei lockdown. Linee editoriali che sono state punite in edicola, dove si è assistito ad un ulteriore calo di lettori. Anche in ragione di ciò, appare utile ribadire che un vero fronte incentrato sulla libera scelta dei cittadini dovrebbe essere quanto più ampio possibile. Sfruttando l’occasione per rilanciare l’ennesimo appello volto al ritrovo di unità e compattezza che possa costruire una seria alternativa — anche in chiave editoriale — al pensiero unico.

Tommaso Alessandro De Filippo

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3 Commenti

  1. I due articoli sul pensiero unico sono purtroppo fondati, io penso che la svolta giornalistica dittatoriale sia da ricercare nelle affermazioni negative fatte gal governo fin dalla prima ora, che hanno mandato nel panico l’intera comunità Italiana, la mala gestione della pandemia e la successiva imposizione delle idee ha contribuito a creare uno stato di angoscia dove si cerca di incolpare qualcuno per sentirsi un pò piu liberi, questa situazione non aiuta di certo la ripartenza, ma questi signori pare non se ne accorgano.

  2. Il pensiero unico sta abbattendo la pletora dei mass-media allineati per non dire servili. Quando se ne accorgeranno i soggetti strumentali alias pennivendoli, sarà troppo tardi… come per le rane vive nella pentola sotto il fuoco. Per chi non lo sapesse, quando le rane si accorgono che stanno bruciando non trovano più le forze per uscire. Ovvia fine miseranda da yes-man, che non vorrà poi più nessuno come la carta igienica dopo l’ uso.

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