Roma, 21 dic – Mutti, l’azienda italiana di conserve alimentari, si trova in difficoltà. Tanto per cambiere, dovute anche all’inflazione e alla crescita esponenziale dei prezzi del gas, come riporta Agenzia Nova.

Mutti e il prezzo del gas

Dopo che l’Ue raggiunge a fatica un accordo (o presunto tale, visto anche l’ordine di grandezza stabilito) sul prezzo della preziosa fonte energetica, arriva l’allarme dell’azienda Mutti. Il marchio italiano, infatti, sottolinea proprio l’aumento del prezzo del gas e i relativi costi, schizzati di 12 volte solo nel 2022. L’azienda, che ha sede a Parma, ha dovuto “rallentare i piani di crescita e rinviare gli investimenti, ma sta andando bene nonostante la crisi”, come riferito dal quotidiano Handelsblatt. A dichiararlo è lo stesso amministratore delegato, Francesco Mutti, che ricorda come il gruppo sia stato “travolto” dall’inflazione: “Un anno fa, avevamo una bolletta del gas di circa 3,5 milioni di euro, quest’anno siamo oltre i 40 milioni, è inimmaginabile”. Se è vero che il combustibile rappresenterebbe solo l’1,5% dei costi, è anche vero che il suo valore “strategico” ha avuto un effetto drammatico sulla produzione media, i cui costi sono aumentati “di circa il 60%”, secondo Mutti. Il che si è tradotto in un inevitabile aumento dei prezzi, piuttosto contenuto vista la situazione, proprio per non mettere a repentaglio le vendite. Che continuano a viaggiare, nonostante tutto: nel 2021 il fatturato è stato di 484 milioni di euro, nel 2022 si riuscirà a superare i 500.

L’azienda spopola in Francia, cresce in Germania

Sul fronte dell’export, tuttavia, Mutti tiene ancora banco. Ed è questo che probabilmente la salva, visto che la società deve più della metà delle sue vendite ai consumatori fuori dell’Italia, rappresentata com’è in oltre cento Paesi. Il mercato estero più fiorente per l’azienda è la Francia, ma è molto probabile che nei prossimi anni sia la Germania a diventare la principale destinazione estera dei prodotti del marchio. Per fortuna, poco mercato hanno avuto, fino ad oggi, i prodotti Mutti negli Stati coinvolti nel conflitto dell’Est Europa: “La Russia non era un mercato particolarmente importante per noi, e fortunatamente nemmeno l’Ucraina”, dice Mutti.

Alberto Celletti

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