Roma, 29 nov – Come il mondo, il sesso è bello perché è vario, ma leggendo il rapporto dell’Eurispes “Sesso, erotismo e sentimenti: i giovani fuori dagli schemi” verrebbe da dire che oggigiorno è bello perché è avariato. Secondo tale rapporto, infatti, il 44% degli sposi nei primi anni di matrimonio tradisce il proprio partner. Che, in sé, come dato non è preoccupante: nel corso della storia le lune di miele degli italiani sono sempre state un po’ “affollate”. Ma che, almeno, questi matrimoni un po’ “farfalloni” (o, perché no, anche le relative scappatelle) si rivelassero fecondi, tutt’altro.

Secondo un altro rapporto, stavolta dell’ISTAT, il numero dei bambini nati da coppie italiane nel 2018 è in crollo vertiginoso (358.940 nel 2017, quindi 14.000 in meno rispetto al 2016 e oltre 121.000 in meno rispetto al 2008). Mentre 7 giovani italiani su 10 utilizzano con assiduità materiale porno. Secondo una ricerca del 2014 del sito PornHub (che, come dedurrete dal nome, non diffonde materiale didattico) gli italiani sono tra i popoli più autarchici: le chiavi di ricerca predilette infatti sono “italian” e “Italia”. Tra le ricerche che, invece, i giovani e meno giovani italiani condividono col resto del mondo, la fa da padrone la parola “teen” (adolescente): vero è che la giovinezza è “primavera di bellezza”, ma di questo passo di giovani donne ce ne saranno sempre meno (sempre secondo l’Istat, infatti, la diminuzione della popolazione femminile tra i 15 e i 49 anni, pari a circa 900mila donne in meno, spiegherebbe anche il calo delle nascite).

Nella ricerca dell’Eurispes, ciò che emerge nelle preferenze sessuali dei giovani italiani è una netta tendenza a pratiche quali il bondage, la sottomissione e il masochismo. Come se già nella vita di tutti i giorni, insomma, non fossero abbastanza sottomessi da contratti di lavoro precari e scarse prospettive future, quasi la metà dei ragazzi italiani intervistati fantastica di essere incaprettata anche in camera da letto. E, in contrapposizione a questa volontà di costrizione, i rapporti “romantici” si fanno, secondo tale rapporto, più “slegati” possibile: forte appare la curiosità nei confronti di legami “alternativi”, quali l’amicizia di letto.

Allarmanti sono, concretamente, i dati relativi alle abitudini sessuali della comunità omossessuale in Italia: un quarto degli intervistati (il 26,5%) non utilizza mai contraccettivi che, come ormai è ben noto, riducono drasticamente la diffusione delle malattie sessualmente trasmettibili. Gli eterosessuali, d’altro canto, affermano di utilizzarli sempre nella misura del 40%: tra i conterranei più “colpevoli”, sotto questo punto di vista, vi sono quello del centro e del sud (12,7% e 13,3%).

Ilaria Paoletti

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