Roma, 23 gen – Gli Lgbt contro Hogwarts Legacy, o meglio contro qualsiasi cosa riguardi Harry Potter, e nella fattispecie l’autrice J.K. Rowing, ormai finita nel mirino dell’universo trans da diversi anni.

Lgbt, la campagna contro Hogwarts Legacy

Uno strepitare che nasce da lontano, da quando la stessa Rowing si era “permessa” di difendere una donna – Maya Forstater – licenziata sotto la solita accusa di “posizioni transfobiche” solo per aver contestato una legge ritenuta – banalmente – pericolosa per le donne, quella con cui, con una semplice firma, in Gran Bretagna sarebbe stato possibile cambiare sesso. Il fatto era avvenuto circa tre anni fa, ma da allora la Rowing ha tenuto altri comportamenti ritenuti “inaccettabili” dalla banda Lgbt, come fondare un centro anti-violenza per sole donne “biologiche”, il mese scorso.

L’ultimo atto è il penoso tentativo di boicottaggio di Hogwarts Legacy, videogioco ispirato alla saga di Harry Potter in uscita il 10 febbraio. Jessie Earl, scrittrice e attivista americana Lgbt (il suo canale youtube si chiama, non a caso, “Jessie Gender”), aveva lanciato sulla sua pagina Twitter una campagna per non far comprare il gioco in segno di “protesta” per la “transfobia” della Rowing. Ne era seguita una discussione con la stessa scrittrice, che aveva difeso il gioco e la sua proprietà intellettuale. “È dannoso supportare Hogwarts Legacy“, aveva scritto la Earl.

Primo nelle prevendite da settimane: il boicottaggio è un flop

Hogwarts Legacy è primo nelle prevendite, in tutti i negozi online in cui è stato possibile prenotarlo. Nell’ultima classifica dei contenuti più acquistati della piattaforma online Steam, il gioco è saldamente in testa alle classifiche, ancora prima di arrivare ufficialmente nei negozi (reali o virtuali che siano). Non che ci sia da aspettarsi molto altro: il mondo dei videogiocatori (peraltro spesso intriso di ideologie progressiste e liberal) alla fine mostra la sua indifferenza per una polemica assolutamente ridicola. Ma come dire, vedere i farisei del mondo Lgbt perdere in modo così clamoroso dà sempre una certa soddisfazione.

Stelio Fergola

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