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glifosatoRoma, 19 mag – Contrordine, il glifosato non è cancerogeno. O quanto meno è “improbabile”che lo sia. È la conclusione di Fao e Oms su uno degli erbicidi più usati e discussi al mondo. “La grande maggioranza delle prove scientifiche – scrivono Fao e Oms – indica che la somministrazione di glifosato e di prodotti derivati a dosi fino a 2000 milligrammi per chilo di peso per via orale, la più rilevante per l’esposizione con la dieta, non è associata ad effetti genotossici nella stragrande maggioranza degli studi condotti su mammiferi”.

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Parere contrario, in passato, avevano espresso gli esperti della International Agency for Research on Cancer, che lo aveva classificato cancerogeno per gli esseri umani. In realtà tra i detrattori del glifosato c’è anche l’Iarc, l’agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro, che un anno fa ha inserito la sostanza nel gruppo 2A, quello delle sostanze ‘probabilmente cancerogene’, lo stesso delle carni rosse. “Qualche studio – prosegue ora il rapporto del Panel of Experts on Pesticide Residues in Food and the Environment – ha evidenziato un’associazione positiva tra l’esposizione al glifosato e il rischio di linfoma non Hodgkin. Tuttavia l’unico studio, condotto con una grande coorte e di grande qualità, non ha trovato evidenza di una associazione per nessun livello di esposizione”.

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Anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (la Efsa) aveva sostenuto che è “improbabile che il glifosato costituisca un pericolo di cancerogenicità per l’uomo e propone nuovi livelli di sicurezza che renderanno più severo il controllo dei residui negli alimenti”. Sullo sfondo dei pareri incrociati e contraddittori, la questione delle autorizzazioni: alcuni ministri, tra cui i nostri Lorenzin e Martina, hanno chiesto di non rinnovare l’autorizzazione all’uso. Una decisione della Commissione, che probabilmente rinnoverà ma per un tempo limitato, è attesa proprio questa settimana.

Roberto Derta

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3 Commenti

  1. A mio modesto parere (sono comunque laureato in una materia scientifica), nel momento in cui qualche studio presuppone un legame tra una sostanza che si potrebbe evitare ed il cancro bisogna subito sospenderla, anche se compaiono studii che non evidenziano tale correlazione.

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