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Ucraina: Ma che Eurovison, parlamentari italiani nella black list

by La Redazione
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_MG_2970Roma, 19 mag – “Terroristi, assassini e mercenari“, così sono stati chiamati i parlamentari italiani “colpevoli”, secondo il sito legato al ministeri degli interni ucraino, per aver visitato la Crimea del dopo secessione. “Un territorio che ha scelto liberamente e democraticamente il suo futuro, un futuro con la Russia”, apre l’onorevole Ciracì elemento della delegazione organizzata dal giornalista russofilo Giulietto Chiesa: “Sono andato in Crimea con una ottica mentale aperta ponendo domande sul rispetto delle minoranze a iniziare da quella tarata e rammentando al governo della Crimea le risoluzioni del parlamento europeo che rammentano la necessità di rispettare tutti i diritti civili. A fronte di ciò le reazioni ucraine sono da stigmatizzare e spero che vengano condannate dal nostro ministro degli Esteri”. “Nessuno può limitare le nostre libertà.” Anche Pepe ribadisce lo sdegno per tali parole, “Sapevamo di correre qualche pericolo andando ma abbiamo incontrato una nazione orgogliosa che vuole uscire dal tunnel”. L’onorevole Paola de Pin ha ricordato che la regione Veneto sta per votare una risoluzione per chiedere il riconoscimento della Crimea. Va ricordato che le sanzioni alla Russia, varate sulla scorta dell’inasprimento della situazione geopolitica legata alla secessione delle regioni ucraine dopo la rivoluzione del Maidan, sono costate milioni all’Italia in termini di investimenti mancati e mercati preclusi ai nostri prodotti di cui ricordano i parlamentari ” c’è molta voglia”.

_MG_3022La delegazione doveva inoltre verificare, i risultati del referendum del 2014, e se quella decisiva votazione avesse davvero registrato risultati così alti che hanno poi portato alla richiesta della Crimea di essere inserita nella Federazione Russa. “Uno strumento legittimo che ha visto un larghissimo consenso popolare e che l’Europa deve accettare”. I delegati italiani hanno inviato una lettera alle massime cariche della Repubblica Grasso e Boldrini, al ministro degli esteri Grasso e all’ambasciata italiana a Kiev per prendere posizione su quanto avvenuto.

 di Redazione

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