Roma, 29 ago – Come da copione. Alla fine ha prevalso la tonalità giallofucsia. Non è tornato il gialloverde, né si è andati alle urne. Ha vinto quel che doveva vincere, ossia il governo di servizio dell’élite globalista, rimasta per colpa del gialloverde ai margini per troppo tempo. Aveva ragione Renzi, che, come tutti gli orologi fermi, segna l’ora giusta al meno due volte al dì: il populismo è battuto. È proprio così. È stato spazzato via il laboratorio populista, l’experimentum populi unico nel suo genere in tutta Europa. L’errore di Salvini è, da questo punto di vista, imperdonabile: ha consegnato le chiavi del paese – per capriccio suo o per ordini superiori a noi sconosciuti – alla classe dominante cosmopolita. Che non vedeva l’ora, in effetti, di rovesciare i “plebei al potere”, come li appellò con inusuale slancio di sincerità Eugenio Scalfari, esponente del patriziato globalista.

Fate caso: la piattaforma Rousseau, consultata per ogni minima questione, non è stata interpellata per una vicenda tanto importante. Ed è chiaro il perché: la decisione non era e non doveva essere del popolo. Era dell’élite per l’élite. Al giallofucsia plaudono i mercati, brindano la Merkel, Macron e perfino Trump, che ha cinguettato entusiasta. Insomma, il giallofucsia – la nuova moda autunnale – piace ai padroni, che ci vogliono servi di Washington e di Bruxelles. Conte al G7, in fondo, non ha fatto altro che garantire ai potentati globali che non vi sarebbe mai più stata una saldatura tanto invisa all’ordine liberista come quella tra Lega e 5Stelle. Tutto il resto, ça va sans dire, può andare bene. Vince comunque l’ordo liberista. Vi immaginate che paura all’élite possa fare l’unione fucsia di Fico e Zingaretti? O, per converso, la saldatura bluette tra Giorgetti e la Santanché? Vince, in ambo i casi, l’ordine liberista: più mercato, meno Stato, più élite e meno popolo. Ancora, più consigli di amministrazione e meno parlamenti.


Difficile trattenere il riso, l’altra mattina, sentendo la Santanché in un programma televisivo su La7, ove affermava di essere “patriota” (sic!). Il possessore di capitali non è mai patriota. È anzi l’homo cosmopoliticus per eccellenza, il principale nemico dell’idea di patria. Che cosa avverrà ora? Non è difficile dirlo. I punti saldi fissati da Zingaretti e accettati dai 5 Stelle sono adamantini: “Lealtà all’Unione Europea”, recita il primo punto. Nei punti successivi, poi, si trova – a mo’ di vernice legittimante – il riferimento al sociale e al lavoro: ma tale riferimento è vanificato in partenza dal punto primo. Ché, infatti, “lealtà all’Unione Europea” vuol dire, semplicemente, adesione cadaverica al pareggio di bilancio e all’austerità depressiva, in una parola al verbo liberista su cui la Ue intrinsecamente si forma.

Tra i punti fissati da Zingaretti v’è, poi, la questione dei porti sempre aperti: libera circolazione delle merci e delle persone mercificate, il verbo del capitalista. Insomma, l’ho detto e lo ridico: sarà un governo giallofucsia e non giallorosso, ché di rosso vi sarà solo il sangue degli italiani, che scorrerà copioso in nome dei teologumeni “ce lo chiede l’Europa”, “ce lo chiede il mercato”. Il 5 stelle, per parte sua, ha scelto inopinatamente la via del suicidio, alleandosi al partito che, da sempre, è il rappresentante dei poteri finanziari e del nuovo ordine mondiale classista. Esattamente ciò contro cui – ricorderete – il 5 Stelle combatteva.

Diego Fusaro

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13 Commenti

  1. Questo articolo e’ solo fonte di odio e senza nessuna citazione a fatti o statistiche ufficiali. Accostare porti aperti a mercificazione umana e’ oltraggioso. Per non parlare dei riferimenti all sangue del popolo italiano. Inviterei l autore a placare la sua smania e impeto giovanile e magari a provare ad essere un giornalista imparziale e con un linguaggio consono. In breve leggere questo articolo scritto di getto e con odio e’ solo una perdita di tempo.

    • Perché lei legge un giornale sovranista ?
      per rompere i coglioni ai lettori abituali ?

      Legga il Corrierone o Repubblica se vuole consolarsi per esser tornati al mercato .

      Anche lei si considera “merce” ?

      Fatti suoi , IO SONO UN UOMO , non una
      “risorsa umana”
      o una
      “variabile dell’economia”

      L’autore , per lei che è ovviamente incolto , risulta incomprensibile , ma
      non mi pare proprio scrivere di getto e per odio
      come ,per esempio,
      i perfidi gad e saviano ….
      anzi ,
      stimo il suo stile di alto profilo .

      E per il SANGUE …
      ma che squole ha frequentato ,?
      Conosce il vocabolo “metafora” o era nel banco con Pinocchio e Lucignolo ?

      mai sentito lacrime e sangue a proposito delle scelte di governo ?

      A già , per uno come lei buon giornalista è il maggiordomo del PD fazio con la sguaiata littizzetto….

      ça va san dire ,
      gauche caviar 💩

  2. Ho perso quaranta secondi della mia vita a leggere il commento oltraggioso di Andrea Castegnaro. Va be’, la giornata è lunga.

  3. Stimo FUSARO ma :
    Dov’ e’ accaduto tutto questo?
    Ok opinare ma fino a prova contraria restano i fatti a sancire le questioni.
    Ho letto semplicemente la PROSPETTIVA di Diego Fusaro , mi piacerebbe sapere l’alternativa .
    Prospettiva e dato siamo tutti d’accordo che sono due cose ben distinte e separate?

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