Roma, 13 apr – C’è sempre un errore di parallasse quando si prova a leggere la realtà da una posizione inclinata. Si ragiona così da un piano squilibrato, miope e ipermetrope allo stesso tempo, partoriente difetti di refrazione. Le immagini sfocate e distorte risultano però utili a chi ormai ha deciso di increspare la fronte, con il cipiglio di chi la sa lunga. La guerra in Ucraina non è purtroppo immune da questo vizio di fondo, perché chi in Europa la osserva finisce troppo spesso per dimenticare di essere vittima di un gioco giocato altrove, sulla pelle degli ucraini e sulle tasche di chi popola il Vecchio Continente. Eppure, se ci liberiamo dalle lenti annebbiate, possiamo cogliere un semplicissimo dato di fatto: Stati Uniti e Russia non vogliono la pace. Non ora, non qui. La guerra, per loro, deve continuare. Una volontà manifesta nelle accuse reciproche, nell’invio di armi, nell’impiego di truppe, nella definizione esasperata del nemico.

L’agnello sacrificale e il pollo da spennare

Seguendo questo agile copione, Putin continua ad accusare gli ucraini di compiere un genocidio nel Donbass e Biden replica accusando Putin di compiere un genocidio in Ucraina. Il risultato è una spirale infernale senza titoli di coda. E fateci caso, chi ha scelto la sponda atlantica accetta volentieri qualunque presa di posizione americana, chi ha deciso che la Russia ha ragione sottoscrive qualunque sortita di Mosca. Entrambi gli ottusi schieramenti, per lo più virtuali e mediatici – dunque pressoché inconsistenti – finiscono per dimenticare quale dovrebbe essere il proprio ruolo in questa tremenda partita. Perché se l’Ucraina è l’agnello sacrificale, l’Europa è il pollo da spennare.

Perché Stati Uniti e Russia non vogliono la pace

Chi si limita a puntare il dito contro Putin sostenendo che non vuole la pace dice quindi una mezza verità, esattamente come chi afferma che a non volerla sia Biden. Tragicomico quanto obnubilante teatrino da Orsini e Riotta di turno. Perché se il Cremlino non intende sedersi al tavolo diplomatico adesso – trattando davvero il cessate il fuoco – fino a che non avrà strappato altri territori, dall’altra la Casa Bianca punta a fiaccare Putin e scongiurare le ambizioni “indipendentiste” di un’Europa perennemente in fieri.

Seguendo questo filo chiunque può accorgersi che il risultato è il ritorno sulla scena di un’entità data per defunta, fino a due mesi fa, dai suoi stessi animatori: la Nato. Capolavoro di un ritorno al passato che sembra partorito da un amplesso invisibile tra Washington e Mosca. Se in fondo al mare di chiacchiere social aprite gli occhi, l’acqua è salata. Ma vi schiarisce le idee.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. I Magici Primati Nazionali…
    Manlio l’Anarchico e i Sovranisti Asceti di Casa Ezra Weston Loomis Pound

    Brividi !… Brividi !… Manlio non crede alla coincidenze… e Voi?…
    Non leggo neanche l’articolo… Non per mancarvi di rispetto, che mi pare del tutto ovvio!…
    Ma!… appena ho letto Pollo… Non aggiungo altro…

    Il Boschetto di Satana: L’Asino Servitore e il Gallo Impotente
    “Lo stesso politico ebreo che ha promesso agli elettori un futuro dorato fa sprofondare l’intero popolo in una terribile disgrazia” – Ernst Hiemer 1940 –

    https://telegra.ph/Il-Boschetto-di-Satana-LAsino-Servitore-e-il-Gallo-Impotente-04-12

    To be Continua in…
    By Manlio Amelio in Exquisite Cadavre avec La Leggenda di Izzy Re di Ragn-rokk…

  2. Giriamola: non vogliono lo stesso tipo di pace! I voli pindarici ancora per ora non paiono consentiti per nessuno, salvo credere nella eventualità che debbono salvarsi da miliardi di persone che premono… E allora bisogna avere la forza di crederlo, di dimostrarlo, di dirlo.

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