Roma, 29 ago – Lotta per i diritti dei polpi. O comunque, il tema grosso modo sembra quello, a giudicare dalla polemica resa nota dall’Agi.

“I polpi non hanno diritti, i topi sì”, urla il New York Times

I polpi sono senza diritti, e se lo dice il New York Times c’è da crederci. La polemica incredibile nasce dal fatto che ci sono altri animali da laboratorio, come i topi, che invece godrebbero delle famigerate questioni civiche. E infatti, l’articolo del quotidiano statunitense prosegue così: “I topi da laboratorio hanno dei diritti. Prima che i ricercatori negli Stati Uniti possano sperimentare sugli animali, hanno bisogno dell’approvazione dei comitati che assicurano che seguano le normative federali per l’alloggio e la gestione umana delle creature. Lo stesso vale per gli scienziati che lavorano con topi, scimmie, pesci o fringuelli. Questi animali protetti condividono una cosa in comune: una spina dorsale. Ma gli invertebrati nei laboratori di ricerca, inclusi vermi e api o cefalopodi come calamari e polpi, non ricevono le stesse protezioni dal governo federale.” Sulla stessa linea di inchiesta ferrea, il Times: “Poiché i ricercatori lavorano più spesso con i cefalopodi per rispondere a domande nelle neuroscienze e in altri campi, la questione se trattano gli animali in modo umano sta diventando più urgente”. Robyn Crook, neuroscienziato al San Francisco State University, rincara la dose, perché negli Usa, a suo dire, “se eri in un ambiente di ricerca e volevi comprare dei polpi e fare quello che volevi fare con loro, non c’è alcuna supervisione normativa che ti fermi”.

La polemica animalista e i “dati utili”

I polpi possono imparare a navigare nel labirinto come i topi, quindi hanno gli stessi diritti. Il principio, grosso modo, sarebbe questo. E c’è anche una valutazione più meritoria degli stessi invertebrati: “I polpi possono anche eseguire imprese intelligenti che i topi non possono, come travestirsi da rocce e serpenti, uscire dalle loro vasche o nascondersi all’interno di gusci di cocco. A differenza degli umani, la cui intelligenza è, per così dire, tutta nelle loro teste, i polpi portano la maggior parte del loro sistema nervoso tra le braccia”. Un’osservazione interessante sul tema viene dalla dottoressa Christine L. Huffard, della James Cook University in Australia. La Huffard sostiene che animali meno felici siano anche meno produttivi per la conduzione degli esperimenti: “Un polpo malsano ed eccessivamente stressato non produrrà dati utili”. Poi ha aggiunto: “E a parte i dati, voglio che gli animali siano felici e in salute. Sento che dovremmo trattare tutti gli animali con un certo livello di rispetto”.

Alberto Celletti

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1 commento

  1. Tutte le forme di vita hanno diritti. Pure Bidet che vende armi a chi i diritti gli ha sempre tolti e in modi disumani!

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