Roma, 26 giu – Ci risiamo. I maggiori esponenti politici e mediatici dell’area liberal-progressista italiana sono tornati ad invocare la necessità di accogliere un numero spropositato di “migranti” provenienti da Nord Africa e Merio Oriente. Dopo un momentaneo periodo di tregua dovuto all’inizio del conflitto in Ucraina (ed all’arrivo di profughi di guerra veri in quel caso) la macchina mediatica buonista si è dimostrata intenzionata ad accogliere nuovamente migliaia di migranti economici, nonostante i rischi del momento storico. Tuttavia, questa volta la proposta politica potrebbe rivelarsi un boomerang consistente per la sinistra progressista e, di conseguenza, per il governo italiano.

Accogliere senza freni, ma in un clima drammatico

L’attuale crisi alimentare globale si ripercuoterà soprattutto sul continente africano, dove tra pochi mesi potrebbero mancare i viveri necessari alla sopravvivenza della popolazione. Pertanto, l’ondata migratoria che potrebbe scatenarsi sulle nostre coste sarebbe notevolmente maggiore a quelle registrate negli scorsi anni. Non a caso, la quasi totalità delle altre nazioni europee, siano esse governate da tecnocrati come Macron, esecutivi di centrodestra come la Grecia o sinistra come la Spagna, hanno deciso di chiudere totalmente le proprie frontiere e rifiutare quote di migranti provenienti dall’Africa. La nostra nazione, in preda ad una costante sottovalutazione dei rischi delle proprie scelte politiche, non sembra intenzionata ad applicare lo stesso metro di giudizio ed a prendere spunto, in questo caso, dal resto dell’Unione Europea.

Un popolo allo stremo

Tuttavia, le conseguenze della nostra leggerezza potrebbero rivelarsi ben più gravi della mera perdita di qualche indice di gradimento nei sondaggi o delle proteste popolari: con l’eventuale arrivo di milioni di africani sulle coste del sud Europa il rischio concreto è quello di assistere a delle tensioni civili ingestibili. Infatti, il popolo italiano già provato dalla propria crisi economica, energetica ed alimentare difficilmente sopporterebbe nuovi sacrifici dovuti alla scelta dei progressisti di non modificare la loro fallimentare strategia di accoglienza. Una problematica che difficilmente vedrà soluzione positiva data la gestione mediocre delle precedenti crisi da parte del governo attuale e del Ministero dell’Interno.

Tommaso Alessandro De Filippo

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