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Lucca, 30 giu – La sinistra raggiunge una nuova frontiera di scontro (e cortocircuito) sul fascismo. In Toscana la lista comunista “Lucca Città in Comune” si dissocia da un proprio candidato senegalese, reo di aver relativizzato l’allarme sulla deriva fascista in città. Un tema rilanciato fortemente dalla sinistra lucchese nelle ultime settimane nel dibattito politico locale, esacerbato dalle elezioni amministrative che hanno visto CasaPound schizzare all’8% e un ballottaggio al veleno fra centrodestra e centrosinistra.

Per il candidato Daouda Ndoye: “Lucca non è una città razzista – ha dichiarato al quotidiano La Nazione – questo spauracchio del fascismo è una bufala. CasaPound ha le sue ragioni: la politica del PD è sbagliata e fa male sia agli immigrati che agli italiani. E poi parliamoci chiaro: ci sono dei miei connazionali che ci sguazzano in maniera scorretta. Ci sono per esempio dei fondi elargiti dalla Regione per i disoccupati, che i miei connazionali li prendono per poi spenderli nei loro paesi di origine, dove il valore dei soldi lievita”.

Non è tardata la replica del candidato sindaco della lista, Marinella Manfrotto, contro l’eretico Ndoye: “L’allarme fascista è concreto. Il nostro programma tocca numerosi temi fra cui l’immigrazione: ogni dichiarazione dei candidati che vada al di fuori del percorso condiviso e che rifletta posizioni personali è lontana dai nostri principi e valori”.

Pare che Ndoye si trovi quindi ‘candidato permanente’ e interdetto dall’esprimere posizioni personali discordanti dal verbo comunista. A maggior ragione se questo scoperchia due delle grandi paure su cui i residuati sovietici rivendicano ancora un ruolo: razzismo e fascismo. Questo potrebbe essere il più grande cortocircuito per la sinistra, che fino ad oggi si è fatta scudo degli immigrati per rimpinguare le casse delle proprie cooperative, le tessere dei propri sindacati, il peso della propria voce. Hanno parlato come tutori degli stranieri come se fossero eterni minori. Divenuti maggiorenni potrebbero dare dispiaceri ai genitori putativi.

Ettore Maltempo

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