Il Primato Nazionale mensile in edicola

Bologna, 30 giu – Storie di tranquilla integrazione: un giovane figlio di immigrati nordafricani è stato condannato dal Tribunale per i Minorenni di Bologna a otto anni di reclusione, per i reati di percosse e abusi, anche sessuali. Il padre aveva affidato le due sorelline al fratello allora minorenne per farle conformare al modello islamico tradizionale della famiglia e per preservarle dalla cultura occidentale.

Un compito che il ragazzo deve aver frainteso, dato che ha cominciato a esercitare sulle bambine vessazioni, maltrattamenti e violenza sessuale, secondo quanto ha riferito una delle due minori. La situazione delle bambine, che vivevano in un paese della provincia bolognese, si era imposta all’attenzione dei Servizi Sociali quando la scuola aveva segnalato la comparsa di lividi sul loro corpo e assenze prolungate dalle lezioni. Era partito così l’intervento dei servizi sociali e l’indagine dei Carabinieri e della Procura per i Minori.

Le minori erano state subito protette e affidate a una comunità. I maltrattamenti erano proseguiti per mesi ma l’imputato in aula ha negato gli addebiti, anche se i magistrati hanno creduto alla versione delle vittime. A quanto si apprende non è stato provato che le violenze siano avvenute perché le bambine rifiutavano di conformarsi ai precetti islamici e questo elemento non è stato assunto come contestazione aggravante della violenza, da parte dei giudici, né ha contribuito a qualificare il fatto. A questo punto, resta solo un dubbio: a quando la cittadinanza italiana per questo figlio dell’immigrazione cresciuto in mezzo a noi?

Roberto Derta

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta