Roma, 19 giu – CasaPound Italia ha diramato una nota ufficiale in risposta a “tutte le bufale sullo stabile di via Napoleone III”, con particolare riferimento alle ultime notizie sul presunto danno erariale di 4,6 milioni di euro causato dall’occupazione del palazzo di proprietà del demanio. “Il danno di 4,6 milioni di euro che l’occupazione avrebbe causato alle casse dell’erario è un calcolo semplicemente folle”, si legge nella nota di CasaPound, “basato sull’affitto continuativo degli appartamenti per 15 anni ininterrotti a 1500 euro l’uno”.

I calcoli sbagliati della Corte dei conti

“Peccato che il palazzo al 26 dicembre 2003, data dell’occupazione, fosse fosse vuoto da anni, un ufficio pubblico non a norma e per questo abbandonato a se stesso”, prosegue la nota. “Quanto avrebbe dovuto spendere lo Stato per ristrutturarlo e riconvertire la struttura per farne degli appartamenti? Questo non viene calcolato. Per quanti anni ancora sarebbe rimasto abbandonato? Probabilmente parecchi. Quanto avrebbe dovuto spendere lo Stato per la manutenzione in questi 15 anni ed evitare che si trasformasse in una piccionaia come a accaduto a decine di palazzi pubblici a Roma, manutenzione svolta invece da CasaPound, che ha mantenuto e ristrutturato l’impianto fognario, la rete idrica, l’ascensore etc?”.

“Senza considerare che se le famiglie fossero state sgomberate e allocate nei residence (come spesso è accaduto negli anni per altre occupazioni)”, si spiega nel comunicato, “il Comune di Roma avrebbe dovuto elargire ai palazzinari proprietari dei residence ben 2000 euro al mese per ogni nucleo familiare. Senza considerare che la cifra di 1500 euro è troppo alta. Nella stessa zona, un appartamento signorile di 110 metri quadri in via Merulana (più quotata di via Napoleone III) si trova a 1400 euro al mese. La cifra è gonfiata e sbagliata”.

Il debito con Acea

CasaPound spiega anche le dinamiche di un’altra questione spesso finita agli onori delle cronache, quella del debito con Acea. “L’associazione di promozione sociale CasaPound (che è una cosa diversa rispetto al movimento “CasaPound Italia”) aveva un regolare contratto con Acea per le utenze elettriche. Il gestore non ha però mai voluto installare dei normali contatori per ogni singola famiglia, mantenendo gli standard di tipo industriale. Dunque la cifra richiesta da Acea, pari a 300 mila euro (200 mila euro per le utenze più circa 100 mila di interessi, more etc) è troppo alta. Tuttavia l’associazione CasaPound ha offerto ad Acea 100 mila euro subito e la rateizzazione del resto del debito negli anni. Chi a fronte di un credito deteriorato da anni non accetterebbe una simile proposta? Nessuno. Ma se Acea non “tratta” è per ragioni politiche, essendo una controllata del Comune di Roma guidato da Virginia Raggi”.

Un valore aggiunto per il degradato Esquilino

“Lo stabile oltre ad aver dato casa a famiglie italiane in difficoltà, ospita una sala prova musicale gratuita, una mostra permanente sulla cultura d’azione femminile e una sala conferenze dove negli anni sono stati svolti oltre 100 eventi dall’alto profilo culturale”, prosegue la nota. “Il regista americano Abel Ferrara ha raccontato l’occupazione di via Napoleone III in un documentario presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, definendola “l’unico presidio culturale dell’Esquilino”. Nello stabile vengono organizzate distribuzioni alimentari gratuite per le famiglie in difficoltà e negli anni sono state stipate tonnellate di aiuti umanitari indirizzati alle zone terremotate dell’Abruzzo, dell’Emilia e del centro Italia, o per la Grecia in occasione della grave crisi economica”.

Dalla Raggi e da sinistra attacchi strumentali

“Sembra che in Italia esista una sola occupazione, quella di via Napoleone III numero 8 a Roma”, si afferma polemicamente nel comunicato diffuso. “Eppure si tratta dell’unica occupazione tricolore sulla Penisola, a fronte di oltre 400 occupazioni rosse quasi sempre fatiscenti, connesse allo spaccio di droga e all’immigrazione clandestina. Gli attacchi che con cadenza settimanale arrivano dal sindaco Virginia Raggi o dagli esponenti di sinistra sono di matrice ideologica. Oppure hanno l’intento strumentale di attaccare indirettamente ministri o personaggi politici considerati, in modo errato, vicini a CasaPound”.

“Inoltre all’interno dello stabile di via Napoleone III”, conclude la nota, “non c’è la sede del movimento/partito politico CasaPound, che invece è dislocato in oltre 140 sedi sul territorio nazionale dove si paga regolarmente un affitto. A differenza di quanto fatto per decenni da patiti come Rifondazione Comunista o il Pd, che hanno occupato abusivamente locali di proprietà comunale causando debiti per milioni di euro che ancora non sono stati saldati”.

Davide Romano

1 commento

  1. E i dati sui mancati introiti per la SPA di lusso che verrebbe bellissima al Forte Prenestino? Dove sono?

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