Roma, 24 set – Il livello di sofisticazione tecnologica è così alto da poter creare con facilità un video in cui un personaggio a nostra scelta pronuncia affermazioni che in realtà non ha mai detto. Si chiamano deep fake, e la loro realizzazione è possibile grazie a delle app che combinano e sovrappongono immagini e video esistenti, con il risultato di far dire a chiunque quello che si vuole. Questa tecnica ha chiaramente potenzialità e pericoli enormi. Ad esempio, qualcuno potrebbe far dire ad un avversario politico qualcosa di imbarazzante e insostenibile e che diventerà immediatamente virale con un innegabile danno di immagine. E proprio ieri sera, il primo video deep fake ha fatto la propria comparsa sulla tv generalista.

E’ stata Striscia la Notizia a mandare in onda un video di Matteo Renzi in un presunto fuori onda, rivelatosi poi per l’appunto un fake. A un occhio poco attento sarebbe potuto sembrare anche l’originale: “Io con Zingaretti? Per carità dai, ha il carisma di Bombolo“. E ancora: “Conte? Ma dai, ha la faccia da pretino, hai visto?”. E poi pernacchie, gesti dell’ombrello, indirizzati a Conte e Di Maio. Sarà stata abbastanza la spiegazione data da Ezio Greggio al termine del video, specificando che si trattava di un falso? Quanti spettatori poco attenti potrebbero averlo scambiato per vero? Se lo è chiesto Michele Anzaldi, Segretario della Vigilanza Rai e Deputato della Commissione Cultura di Italia Viva: “Ricci e la sua trasmissione sono come sempre all’avanguardia e ci hanno fatto conoscere per primi in italia il fenomeno della Deep fake news. Adesso però conosciuto il fatto, sarebbe opportuno, anzi è doveroso, che le autorità competenti mettano dei paletti per capire cosa si può fare e dove non si può andare oltre“.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. Adesso viene spacciata come ” bufala”, (fake new, per i “colti”…), Ma chissà..?… Tonio Cialtronio tramaglino si è dimostrato capace di questo… Ed altro…..

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