Bolzano, 24 set – L’ex casa del lavoratore di Merano, in provincia di Bolzano, è adesso un centro profughi che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello del modello di accoglienza altoatesina. Gestito dall’associazione Volontarius Onlus e dalle cooperative River Equipe, la struttura sembra in realtà versare in pessime condizioni. A mostrare le condizioni di totale sporcizia, con tanto di piccioni che banchettano sui resti di cibo della cucina del centro meranese, è la sezione di CasaPound dell’Alto Adige che ha diffuso in rete un video-denuncia.

Ogni persona è importante, ogni attività dell’Associazione ha per protagonista la persona, con i suoi bisogni e le sue difficoltà. Quando entriamo nelle nostre strutture o ci muoviamo sulla strada non incontreremo quindi ‘clochard’, ‘profughi’ e ‘prostitute’ ma persone”. Così si presenta l’associazione Volontarius Onlus sul proprio sito ufficiale, specificando che assieme a River Equipe e Asdi Home controlla “che la propria missione sia costantemente rispettata”. Evidentemente nel centro profughi di Merano qualcosa dev’essere andato storto, perché non pare proprio che vi sia una grande attenzione nei confronti delle persone, almeno dal punto di vista igienico.

“Si è passati dagli immigrati ospiti del centro agli uccelli migratori che banchettano sugli avanzi di un sistema che evidenzia ogni giorno il suo fallimento”, ha dichiarato Andrea Bonazza, coordinatore regionale di CasaPound. “Provincia di Bolzano e Comune di Merano prendano ora atto delle preoccupanti condizioni igieniche all’interno dei loro centri di accoglienza, finanziati con milioni di euro dai contribuenti altoatesini per ingrassare le solite cooperative”, ha detto Bonazza.

Alessandro Della Guglia

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