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Milano, 14 mag – Tornare a casa si può, lo spiega un manuale redatto da un senegalese. Non uno che si piange addosso, ma uno che si è rimboccato le maniche e dopo aver vissuto per sette anni in Italia ha deciso di tornare nel suo Paese e darsi da fare per renderlo un posto migliore. “Tornate a casa, create le vostre imprese anche se piccole, lavorate e ingranditevi”, è il consiglio che Karounga Camara si sente di dare agli immigrati che vivono in Italia.
La sua esperienza è stata raccolta in un libro intitolato “Osare il ritorno”, che funge quasi da vademecum per quegli immigrati che vogliono lasciare il Paese dove sono stati accolti e fare ritorno a casa. “La difficoltà più grande è dimostrare ai familiari che non sei un fallito anche se non mandi più le rimesse” spiega Camara che aggiunge anche che la cosa difficile non è partire, ma rientrare in un continente, come quello africano, dove si considera vincente solo chi emigra anche se poi nel loro nuovo Paese vive da infelice e disadattato.
Lui la vita da immigrato, o migrante che dir si voglia, l’ha provata sulla sua pelle. Sa di cosa parla. Ha vissuto sette anni a Milano ma poi si è reso conto che era giunto il momento di tornare a casa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la morte della madre, alla quale lui non ha potuto dare l’ultimo saluto al funerale. Troppo difficile riuscire a tornare per tempo. Perché vivere male all’estero quando si può vivere bene a casa propria, si è chiesto. E così ha deciso di farsi venire un’idea, una di quelle giuste. Ce l’ha fatta e insieme ad altri due amici è tornato, fondando in Senegal una start up legata alla panificazione.
È nata così Senita Food, dove Sen sta per Senegal e ita per Italia. Ma insieme alla start up ha fondato anche un’associazione per mettere in contatto espatriati senegalesi già rientrai a casa e quelli che vorrebbero tornare in Africa per investire. Insomma, un vero e proprio impegno per fare in modo che gli africani non se ne vadano dal continente nero e gli immigrati se ne tornino a casa loro e diventino protagonisti del loro futuro e del futuro del loro Paese. Senza pesare sulle spalle degli altri e salvaguardando la propria identità.
Anna Pedri

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3 Commenti

  1. VERGOGNOSO! Persone così sono razziste, pericolose e soprattutto bloccano il piano progressista di sostituzione del popolo italiano

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