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Il sistema dominante che si spaccia per dissenso è la peggiore delle oppressioni

by Stelio Fergola
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Roma, 3 ott – Quando si è chiaramente dalla parte degli oppressori, la strategia migliore è travestirsi da vittima. È quanto stanno faceno i magistrati dopo la decisione del giudice di Catania in merito allo stop al decreto governativo sui trattenimenti dei clandestini nei centri per il rimpatrio. Ma il discorso va esteso, nella sua gravità, a tutti gli ambiti nevralgici di interesse politico, nazionale come internazionale.

Il sistema che si spaccia per dissenso: i magistrati chiedono “tutela” per il giudice di Catania

Il Comitato di presidenza del Csm ha ricevuto la richiesta della maggioranza dei consiglieri togati per aprire una pratica a tutela della giudice di Catania Iolanda Apostolico finita nella bufera per non aver convalidato il trattenimento nel Cpr di Pozzallo di tre clandestini. Tredici firmatari, ovviamente consiglieri dei gruppi di Area, Unicost, Magistratura democratica  (manco a dirlo) oltre agli indipendenti Roberto Fontana e Andrea Mirenda. Insomma, chi è detentore del sistema di potere si spaccia per la voce del dissenso, di chi va “tutelato” dai presunti oppressori cattivi al governo. In nome della stessa libertà che essi stessi soffocano. Su ogni ambito, non solo quello dell’immigrazione clandestina.

I diktat trasformati in espressioni di dissenso

È sempre così, e lo vediamo in ogni minima sfumatura del dominio culturale, ideologico e politico espresso dal liberal progressismo immigrazionista, liberista, europeista e globalista. Comandano a bacchetta l’Italia da almeno cinquant’anni, le dicono cosa pensare, cosa essere, cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, in piena complicità con un sistema di valori sovranazionali ormai apertamente imposti in tutto l’Occidente. Eppure l’approccio è quello di chi “subisce” in qualche maniera privazioni di libertà e di espressione. Accusando chi attua un dispiegamento di politiche un minimo (ma davvero un minimo) divergenti da quelle imposte di essere addirittura l’oppressore e il repressore. Un rovesciamento della realtà che si intravede nelle numerose generazioni di italiani e di occidentali allevati, educati e cresciuti a queste stesse idee: la maggior parte di loro pensa addirittura di essere anticonformista, nonostante siano degli automi e dei soldati ben proni ad eseguire tutto ciò che viene richiesto dalle alte sfere politiche internazionali dominanti. Ne è stata una goffa prova perfino la sparata di un personaggio tutto sommato piccolo in questo quadro enorme quale Roberto Vecchioni, che in polemica con lo spot della Esselunga sui due genitori separati (ma evidentemente troppo etero) ha addirittura dichiarato che “sarebbe stato originale se oltre alla madre ci fosse stata un’altra madre, oppure oltre al padre un altro padre”. Una frase del genere, pronunciata in un’epoca in cui siamo letteralmente invasi da “genitori” e coppie gay  ovunque, perfino nelle opere cinematografiche e nelle serie tv. Certamente, l’ambito è diverso da quello dell’immigrazione, visto che si parla di famiglia e di genitori. Ma l’approccio è esattamente lo stesso: spacciarsi per anticonformisti, originali, “contro il sistema”. Pur essendo il sistema stesso: oppressivo come non mai, forse nel peggiore e più ipocrita dei modi.

Stelio Fergola

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