Il Primato Nazionale mensile in edicola

Il quotidiano romano Il Tempo lancia la sua provocazione: l’anagrafe anticomunista. Si tratta, com’è ovvio, di una risposta all’anagrafe antifascista, l’iniziativa lanciata dal comune di Stazzema con la benedizione del Pd e che si inserisce nel grottesco ritorno di fiamma dell’antifascismo che ha conquistato la sinistra in questa campagna elettorale. Il Tempo invita quindi alla “costituzione di una comunità virtuale anticomunista”. Il quotidiano scrive che “il Comunismo, con i suoi 100 milioni di morti, è sinonimo di totalitarismo e autoritarismo; non solo un periodo storico quanto anche l’espressione di una visione del mondo e dell’uomo orientata al passato, arcaica, fatta di istinti, violenza, discriminazione, oppressione, razzismo. Essere anticomunisti è una battaglia di civiltà: è l’affermazione di un universo di idee e di valori opposti ai totalitarismi”.
Il senso dell’iniziativa è ben spiegato da Marcello Veneziani, che scrive: “L’iniziativa de Il Tempo di indire l’anagrafe nazionale anticomunista è una risposta in rima a Renzi e a tutta la processione antifascista che in pieno 2018, anzi in pieno carnevale elettorale, ha deciso questa grande festa in maschera: l’anagrafe nazionale antifascista, dove tutta la sinistra fa a gara a mostrare il suo volto eroico di sfidare un regime che è morto da più di settant’anni”. Ma lo scrittore aggiunge anche una postilla significativa: “Tra i vari demeriti che ha questa iniziativa della sinistra italiana per campare sull’antifascismo al tempo delle elezioni (lo ripeto, l’antifascismo è l’ultimo rifugio dei farabutti) ce n’è uno che mi preme ricordare: costringe tutti a una regressione stupida e grottesca al passato più truce. Costringe gente come me a disotterrare il comunismo; ero uno che non si definiva più anticomunista da una vita – perché si è anti qualcosa in presenza del qualcosa, non in assenza o in memoria – uno che amava dialogare con tutti, comunisti inclusi, uno che distingueva tra l’errore da condannare e gli erranti con cui dialogare, uno che aveva stima e considerazione di gente che si è professata comunista, perché l’ideologia e il giudizio storico-politico non deve mai offuscare la verità dei fatti, il riconoscimento dei meriti, e il rispetto delle persone”.
Insomma, si tratta di una provocazione, che risponde con un balzo all’indietro al balzo all’indietro doppio della sinistra. Va da sé che pensare, oggi, alla messa fuorilegge del comunismo in Italia è del tutto assurdo, almeno quanto lo sono le campagne antifasciste della sinistra, anche se il comunismo è durato più del fascismo, ha fatto più morti, è ancora l’ideologia di Stato in alcune dittature oggi operanti e resta la bandiera ufficiale di tutta una serie di ambienti anche italiani, non di rado inclini alla violenza. Ma se la sinistra oggi capisce solo il linguaggio dell’assurdo, anche una provocazione di questo tipo può servire.
Roberto Derta



Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

10 Commenti

  1. Benissimo,ottima idea, già pronto con la penna per apporre la firma………..bello anche l’articolo esplicativo ma sul finire c’è un punto su cui magari discutere………si parla di alcune dittature comuniste ancora “operanti”……..in Italia parzialmente opera una dittatura pseudo rossa,che va da politici, attori,registi, giudici, burocrati sino a prefetti,questori, blogger e influencer vari……….in questo paese così come è io mi sento suddito e schiavo,vittima sacrificale di una invasione straniera e di una recessione morale nei confronti di religioni che ci riportano ai tempi più bui del medio evo. Chi vuol capire capisca.

  2. comunisti & Co.
    che quelli “de sinistra” non abbiano mai avuto il senso della storia,della società,della economia (non solo quelli nostrani: basta analizzare le esperienze estere del passato,dalla DDR alla jugoslavia) è un drammatico dato di fatto;
    ma con questa boiata,giunta peraltro fuori tempo massimo,hanno anche perso il senso del ridicolo.

  3. Differenza tra Fascisti e Comunisti?… Il solito: nomen omen dei Latini: è la stessa lettera iniziale del nome che può, già di per se, raccontare una storia di comportamento, di style, di modo di essere e di porsi, di affrontare la vita con fiducia & ingenuità mascherati da pragmatismo spavaldo, oppure con cinismo & malizia estremi celati da fondotinta di vittimismo. La parola: “Fascista” inizia con la lettera “F”, come: “Fesso”; la parola: “Comunista” inizia con la lettera “C”, come: “Criminale”.

  4. Se ci fermiamo al fenomeno che risponde al nome di comunismo avremo come risultato solo quello di combattere gli automi o le pedine create per distruggere la società tradizionale (pedine e automi che non servono più visto i bei risultati ottenuti..). Bisogna legare il fenomeno alla sua pars construens, rappresentata dalle centrali massoniche e dai loro probabili creatori: le oligarchie della finanza internazionale apolide impregnate di talmudismo e anticristiane fin nel midollo. Le stesse artefici delle recenti distruzioni in Medioriente verso cui si può dire, analogamente al comunismo, che non è sufficiente combattere gli automi da loro creati (quelli dell’isis e compagnia brutta..) ma bisogna contrastarli alla radice. In sostanza nel teatrino fascisti/comunisti è sempre il banco che vince.

Commenta