Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 15 feb – Ancora una strage americana, ancora in una scuola. Sarebbe di almeno 17 vittime il bilancio dell’ennesima sparatoria scolastica, stavolta avvenuta alla Stoneman Douglas di Parkland, 70 km a nordovest di Miami, non lontano da Fort Lauderdale. Si tratta di un liceo che accoglie circa 3 mila studenti. La sparatoria si è scatenata alle 14 e 30 ora locale, le 20:30 in Italia. Almeno una dozzina i feriti, di cui tre ricoverati in condizioni critiche. Lo stragista è un ex studente: il 19enne Nikolas Cruz. Era armato con un fucile semiautomatico leggero Ar-15, dotato di numerose munizioni di riserva, e di alcune granate fumogene.
Cruz poco prima dell’orario d’uscita degli studenti ha azionato l’allarme antincendio per far scattare la fuga degli studenti verso l’atrio della scuola e ha poi aperto il fuoco. Dodici delle vittime sono state uccise all’interno della scuola, tre all’esterno del fabbricato e due sono decedute in ospedale. Non è ancora stato precisato se abbia o no azionato i fumogeni, e che fosse quella la ragione per cui indossava una maschera antigas. Il 19enne, a quanto fa sapere la polizia, era stato espulso dalla stessa scuola in cui ha aperto il fuoco per “motivi disciplinari”. Il Miami Herald ha scritto che il giovane era già stato identificato in passato come una potenziale minaccia per i suoi coetanei. “L’anno scorso ci avevano detto che non sarebbe potuto entrare a scuola se avesse avuto con sé uno zaino – ha spiegato al giornale Jim Gard, insegnante di matematica che aveva avuto Cruz tra i suoi allievi – Ci sono stati dei problemi, ha minacciato degli studenti l’anno scorso e mi sembra che gli fosse stato ordinato di lasciare il campus”. Altre fonti parlano di un’espulsione proprio perché colpevole di aver mostrato delle armi ad altri studenti, anche sui social network.
Cruz è stato arrestato senza bisogno di ulteriori spari fuori dalla scuola, dalla quale era fuggito mescolandosi agli studenti, nella vicina Coral Springs. Portato in ospedale per ferite minori, è stato poi arrestato. In 45 giorni dall’inizio del 2018 si tratta della 18ª sparatoria in una scuola, o nei pressi di una scuola, sottolinea il gruppo contro la libera circolazione delle armi Everytown for Gun Safety. Il conto include anche dei suicidi o incidenti senza feriti. Si tratta, invece, del sesto episodio che ha causato almeno un ferito in un complesso scolastico, evidenzia Usa Today. “Nessun bambino, insegnante o chiunque altro dovrebbe sentirsi poco sicuro in una scuola americana”, ha twittato il presidente Usa Donald Trump.



Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

8 Commenti

  1. solito immigrato di II o III generazione forse non integrato a causa dei bianchi cattivi , di Putin e dei fascisti, anime pie e belle inculabambini e coccolanegri da salotto ?
    Adesso ci dovremo sorbire i servizietti delle botteri sulle armi libere e di quando bene aveva fatto Obama con le sue leggi sulla diffusione delle armi da fuoco ?
    le armi non uccidono sono le persone che lo fanno, fortunati loro che hanno il II emendamento anche se i loro pdioti tentano sempre di cancellarlo salvo poi rendersi responsabili dei peggiori crimini contro l ‘umanita’ .
    Se qualche ragazzo fosse stato armato avrebbe posto fine alla sparatoria con minor versamento di sangue .
    Avere cittadini armati rispettosi delle leggi significa avere maggior sicurezza nelle strade anziché attendere come pecorelle sacrificali che il deviato di turno agisca .
    un uomo armato è un cittadino un uomo disarmato è un suddito disse un grande uomo della storia dell ‘umanita’ .

  2. Credo che il problema non siano le armi in se, ma la degenerazione umana. La cosa curiosa è che in SUA hanno più psichiatri, dispensatori compulsivi di Prozac, che Trump capelli in testa.

Commenta