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Reggio Calabria, 25 dic – Forse aveva preso un po’ troppo alla lettera l’evoliana “cavalcare la tigre” l’immigrato di nazionalità georgiana che, dopo essersi denudato, è entrato nel recinto delle tigri al Circo Lidia Togni. È successo ieri a Reggio Calabria, dove il circo sta sostando in questi giorni.



Lo straniero, probabilmente sotto il pesante effetto di sostanze stupefacenti, si è spogliato e ha scavalcato un alto recinto introducendosi nell’area dove si trovavano i grossi felini. Subito dopo aver toccato terra l’uomo è stato attaccato da una delle tigri che gli ha quasi staccato un braccio. I dipendenti del Circo Togni hanno immediatamente prestato soccorso al georgiano e lo hanno trasportato al pronto soccorso degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. I medici, data la gravità delle lesioni, hanno trasferito il paziente in rianimazione. I chirurghi del nosocomio reggino hanno tentato invano di salvare l’arto dilaniato dalla tigre contro la quale l’uomo, nella totale assenza di lucidità, si era scagliato: l’intervento si è risolto con l’amputazione del braccio.

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Una volta entrato nel pronto soccorso l’immigrato ha seminato il panico, aggredendo chiunque fosse presente nella struttura: una giovane che assisteva la madre è stata colpita con delle forbici. L’uomo è stato immobilizzato da poliziotti che avevano scortato l’ambulanza e stazionavano fuori dal pronto soccorso: anche questi ultimi hanno riportato ferite e contusioni. Il 25enne georgiano è stato quindi dichiarato in arresto. Sull’episodio sono in corso indagini da parte della polizia di Stato che sta interrogando alcuni testimoni. Le forze dell’ordine sentiranno anche i responsabili del circo e gli addetti alla custodia degli animali.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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