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Roma, 25 dic – Si avvicendano gli anni del pontificato di Bergoglio, ma il succo del messaggio di Natale rimane sempre il medesimo: bisogna accogliere, perché “siamo tutti fratelli”.

Dalla Loggia centrale di San Pietro il Papa ha rivolto oggi il tradizionale messaggio natalizio ai 50mila fedeli e a chi lo ascoltava via radio e tv. Fedelissimo alla sua agenda, ha dichiarato, prima della benedizione urbi et orbi, che “Senza la fraternità che Gesù Cristo ci ha donato, i nostri sforzi per un mondo più giusto hanno il fiato corto e anche i migliori progetti rischiano di diventare strutture senz’anima”.

“Per questo – ha aggiunto – il mio augurio di buon Natale è un augurio di fraternità. Fraternità tra persone di ogni nazione e cultura. Fraternità tra persone di idee diverse, ma capaci di rispettarsi e di ascoltare l’altro. Fraternità tra persone di diverse religioni. […] E così, con la sua incarnazione, il Figlio di Dio ci indica che la salvezza passa attraverso l’amore, l’accoglienza, il rispetto per questa nostra povera umanità che tutti condividiamo in una grande varietà di etnie, di lingue, di culture, ma tutti fratelli in umanità”. Secondo il Papa, “le nostre differenze non sono un danno o un pericolo, sono una ricchezza. Come per un artista che vuole fare un mosaico: è meglio avere a disposizione tessere di molti colori, piuttosto che di pochi!”

Tra un “vogliamoci bene” e un “abbattiamo le differenze” il pontefice ha anche trovato il tempo di ricordare le zone del mondo martoriate dalla guerra, come Siria, Yemen, Ucraina, Nicaragua, Palestina, e di esprimere preoccupazione per la situazione sociale del Venezuela. Come fanalino di coda, Bergoglio si ricorda di fare menzione dei cristiani perseguitati in tutto il pianeta, i “nostri fratelli e sorelle che festeggiano la Natività del Signore in contesti difficili, per non dire ostili, specialmente là dove la comunità cristiana è una minoranza, talvolta vulnerabile o non considerata”. Per loro invoca Dio affinché “doni a loro e a tutte le minoranze di vivere in pace e di veder riconosciuti i propri diritti, soprattutto la libertà religiosa”.

Cristina Gauri

6 Commenti

  1. Ce lo dobbiamo sorbire in tutte le salse il Merdoglio, con i suoi occhi truci e i suoi indici puntati, le sue prediche per i negretti “che scappano dalla guerra” (cazzate!), su ogni scarto umano “che soffre” – e che vomita rancore senza guardarsi allo specchio -.
    Tutto questo ripreso “laicamente” delle istituzioni “laiche” – a cominciare dalla Mummia del Quirinale – compresi quelli che si dichiarano “fieramente” anticlericali come Emma Bonino reduce dalle lacrime (fasulle) per il Parlamento “vilipeso” (candidata per il premio faccia da culo per l’eternità). La dimostrazione dell’ipocrisia di questi presunti laici, anticristani, razionali, in realtà costoro hanno appreso alla perfezione il putrido DNA del cristianesimo, spesso diventando peggio dei loro padri putativi da cui fingono di prendere le distanze!
    Ma la retorica del Merdoglio ha un effetto involontariamente positivo. Sta facendo distaccare le persone migliori d’Europa e degli stati bianchi, dalla melma putrida del cristianesimo, tanto è vero che dietro questa incessante predica all’accoglienza, c’è solo il disperato tentativo di riacquistare potere attraverso la plebe ignorante dell’Africa. Anche se questo tentativo non è detto sia così scontato, visto che tra i negri ha più presa il protestantesimo in stile americano, ovvero una saga apocalittica della demenza, più consone alla loro psiche. Senza contare i “culti” (si fa per dire!) lugubri, quali Vudù, Santeria, Candomblè ed etc, in realtà la VERA religione degli africani con tutto il suo corollario di superstizioni, scemenze e magia nera. E cannibalismo..
    Poi sui cristiani in Medio Oriente, il silenzio e i tentennamenti in particolare sui cristiani in Siria sono un qualcosa di vergognoso e infame. Lui, che punta l’indice contro l’indifferenza “globale”, quando i cristiani in Siria venivano macellati dalle belve islamiche, lui si divertiva a fare il piacione tra i suoi giovani fans immortalandosi con un selfie. Gli piaceva fare il mondano (lui che punta l’indice anche contro la mondanità!). Lui non voleva turbare il dialogo, non voleva puntare il dito contro i musulmani… (poverini!).
    Papa Merdoglio!

  2. […] “Per questo – ha aggiunto – il mio augurio di buon Natale è un augurio di fraternità. Fraternità tra persone di ogni nazione e cultura. Fraternità tra persone di idee diverse, ma capaci di rispettarsi e di ascoltare l’altro. Fraternità tra persone di diverse religioni. […] E così, con la sua incarnazione, il Figlio di Dio ci indica che la salvezza passa attraverso l’amore, l’accoglienza, il rispetto per questa nostra povera umanità che tutti condividiamo in una grande varietà di etnie, di lingue, di culture, ma tutti fratelli in umanità”. Secondo il Papa, “le nostre differenze non sono un danno o un pericolo, sono una ricchezza. Come per un artista che vuole fare un mosaico: è meglio avere a disposizione tessere di molti colori, piuttosto che di pochi!” Tra un “vogliamoci bene” e un “abbattiamo le differenze” il pontefice ha anche trovato il tempo di ricordare le zone del mondo martoriate dalla guerra, come Siria, Yemen, Ucraina, Nicaragua, Palestina, e di esprimere preoccupazione per la situazione sociale del Venezuela. Come fanalino di coda, Bergoglio si ricorda di fare menzione dei cristiani perseguitati in tutto il pianeta, i “nostri fratelli e sorelle che festeggiano la Natività del Signore in contesti difficili, per non dire ostili, specialmente là dove la comunità cristiana è una minoranza, talvolta vulnerabile o non considerata”. Per loro invoca Dio affinché “doni a loro e a tutte le minoranze di vivere in pace e di veder riconosciuti i propri diritti, soprattutto la libertà religiosa”. Cristina Gauri Commenti commenti Leggi la notizia sul sito di riferimento […]

  3. DIO (Yahweh) si manifesta solo e soltanto (bene ripeterlo: solo e soltano) con e per il popolo d’Israele tramite un preciso accordo, tra Lui e quel popolo;
    bene quindi ricordare per gli scettici due passi tratti dai “dieci” comandamenti originali:
    – Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di Egitto, dalla condizione servile.
    – Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso.
    Ed ancora ricordiamo le “dieci piaghe d’Egitto” ove Dio si pone a difesa attiva del popolo d’Israele anche sterminando i primogeniti maschi degli Egizi,
    EX Esodo 7,4-5:
    Il faraone non vi ascolterà e io porrò la mano contro l’Egitto e farò così uscire dal paese d’Egitto le mie schiere, il mio popolo degli Israeliti, con l’intervento di grandi castighi. Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando stenderò la mano contro l’Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti!.
    Anche Gesù Cristo più volte afferma di essere stato mandato ESCLUSIVAMENTE per il popolo ebraico e solo per quello,vedi MATTEO EVANGELISTA 15.21/28:
    “Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele”;
    bene anche ricordare che la stessa figura di Gesù nasce come “Re dei Giudei” un autentico capo-popolo politico oltre che messianico-religioso,come testimoniato
    dal “TITULUS CRUCIS” I.N.R.I Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum (letteralmente, «Gesù il Nazareno, Re dei Giudei»);
    che poi si sia voluto adattare il messaggio della Cristianità in maniera più globale,questo non significa affatto prendere e distorcere, come sembra fare questo Papa, i passi
    biblici originali “pro domo sua”, a meno di non voler sembrare un Boeri qualsiasi con “gli immigrati che ci pagano la pensione”