Roma, 31 ago – Malato di Sla, ma non può avere lo Spid, ovvero l’identità digitale oggi fondamentale per chiedere molti servizi pubblici. Lo scandaloso blocco burocratico è avvenuto ad Ancona, come riporta Tgcom24.

Con la Sla, ma niente Spid. Un uomo paralizzato a letto senza aiuti

Si chiama Antonio Brocani, anni 61, il malato di Sla impossibilitato ad avere lo Spid, l’identità digitale che serve ad accedere ai servizi di pubblica amministrazione. È la moglie Maila Pigliapoco a denunciare il gravissimo fatto. L’uomo è paralizzato ormai da undici anni, ma non può, in pratica, ottenere l’identità. Maila così parla della questione: “Antonio è vivo, lotta per continuare a starci accanto da ormai undici anni, eppurenon ha diritto di ottenere lo Spid, strumento ormai indispensabile per accedere ai servizi della pubblica amministrazione e non solo”. Da oltre due mesi la donna sta cercando di contattare gli uffici, ma a quanto pare ciò che sembrava un diritto inalienabile, per chi é immobile non lo è. Perché? Sostanzialmente, per il rifiuto di riconoscere alla moglie la procura per conto del marito. Da lì l’appello della coppia affinché si smuova una situazione – francamente – vergognosa e imbarazzante: “Chiediamo alle autorità preposte di attivare sia a livello regionale sia nazionale una deroga a quanto stabilito attualmente dall’’Agid, così da consentire anche ad Antonio di avere il suo Spid”.

Immobile, dovrebbe muoversi per ottenere l’identità digitale

Così prosegue Maila: “Non è possibile che un malato in queste condizioni, allettato e tracheotomizzato, non possa ottenere lo Spid, strumento oggi indispensabile per poter accedere a una serie di servizi on line della pubblica amministrazione e dei privati aderenti. Anche solo per prenotare una visita, richiedere dei bonus, registrare dei contratti, accedere al 730, pagare le tasse. Principalmente lo abbiamo richiesto per consultare i referti on line a cui a breve non potremo accedere non avendo lo Spid e per la dichiarazione dei redditi. Ma abbiamo incontrato un muro”.

E poi, il nodo folle, è che alla donna non è permesso di utilizzare la procura per il marito. Mentre per tutti lo Spid è facile da attivare, per Antonio è impossibile, “nonostante io abbia una procura generale che mi permetta di sostituirlo in qualsiasi atto pubblico, amministrativo o di altro genere”, dice. “Non mi danno la possibilità di utilizzare la procura in quanto la stessa, sostengono, non può sostituire l’identificazione del soggetto che ovviamente essendo immobile e attaccato a un respiratore non può raggiungere l’ufficio postale o la cartoleria e firmare o parlare”, aggiunge. Per poi chiudere così: “L’unica cosa che siamo riusciti a ottenere per ovviare momentaneamente a questo problema è stata la carta d’identità elettronica che a oggi ci consente di accedere ai servizi della pubblica amministrazione ma solo tramite un lettore di smart card che ho dovuto acquistare appositamente, Ci troviamo in una realtà dove si parla di uguaglianza e fraternità e poi ci negano un diritto solo perché diversamente abili. Non immaginate quanto questo sia imbarazzante e umiliante”.

Alberto Celletti

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1 commento

  1. Quale “diversamente abile”?! E’ terribilmente malato e tutti dico tutti, davanti a questo genere di patologie, dovrebbero alzare il culo ed il cuore per capire, per fare di tutto e di più.
    Il consorte è un alter ego con pieni e totali titoli, anche davanti a Dio, salvo prova contraria.

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