Roma, 2 lug – Scrive Nietzsche che l’amore è l’eterno odio tra i sessi, e l’esperienza comune insegna che non esistono rapporti affettivi privi di violenza quantomeno mentale o verbale. Non esageriamo se consideriamo – per legittima difesa – una certa interpretazione del sesso femminile come un nostro nemico, riferendoci ovviamente alla compagine femminista che cavalca l’onda del puritanesimo sessuofobico esportato dagli Stati Uniti e divenuto ideologia dominante – tra le già tante dominanti cazzate di cui si riempiono le pagine dei giornaloni e le bocce dei pensatori impegnati – dopo i fatti di Harvey Weinstein. La cronaca che ci interessa riguarda una legge che il governo svedese ha approvato a fine maggio e di cui già parlò allora sul Primato Nicola Mattei. Tale legge è in vigore ufficialmente da ieri, e il suo contenuto è sintetizzabile nelle righe pubblicate sul sito del governo: “Se una persona vuole impegnarsi in attività sessuali con qualcuno che rimane inattivo o dà segnali ambigui, dovrà scoprire se l’altra persona è disponibile”. Modellato sui casi concreti che tutti noi abbiamo più o meno vissuto, ciò consiste nel fatto che adesso un’accusa di violenza sessuale potrà reggersi solamente sull’assenza di un consenso pieno, diretto e urlato a squarcia gola. Il governo garantisce sornione che questa legge manderà un segnale forte: non nutriamo dubbi in tal senso, e la patta dei pantaloni rimarrà serrata.

La questione più preoccupante, in punta di diritto, riguarda la concreta applicabilità di questa norma. Nutriamo il timore fondato che questa sia una legge che provocherà una sorta di macelleria legalizzata, poiché, come ha fatto notare l’Ordine degli avvocati, questo testo non tipicizza le “nuove” forme di violenza e le modalità per esprimere esplicitamente e indiscutibilmente il proprio consenso, lasciando così un enorme margine di discrezionalità ai giudici nel far indossare questo nuovo vestito ad una miriade di manichini nuovi. Negli Stati Uniti già sono pronti dei moduli che i partner possono compilare così da poterli poi sventole di fronte al giudice nel caso in cui uno dei due decida di lamentare violenza sessuale. In tal caso, dopo aver compilato l’apposito modulo che magari prevederà anche la lista di fantasie sessuali cui si vuol dare sfogo, si può dormire su sette cuscini essendo certi che nessuna mitomane – pseudo attrice o no – possa tentare di incastrarci per via giudiziaria. Ottimo. E il resto? Il piacere della conquista, della caccia, del corteggiamento, delle insistenze, delle ripetute telefonate, insomma di quei comportamenti che fino ad oggi erano ritenuti ovvii e segmento fondamentale del rapporto amoroso e sessuale tra persone, che fine farà tutto ciò? Fondamentalmente andrà tutto in cavalleria, visto l’andazzo oltremodo perbenista intrapreso dall’opinione pubblica maggioritaria appiattitasi, come in molti altri casi, su posizioni idiote e politicamente corrette.


Tanto per tornare su questioni note: non è fondamentale sapere, per noi opinionisti, se Asia Argento sia stata vittima di violenza sessuale o no, piuttosto lo è la possibilità per chiunque di esprimere dubbi sulla sua vicenda e sulle sue posizioni. Manca questo passaggio, la libertà di espressione del libero pensiero, la libertà di critica, la libertà di dissentire dalla maggioranza cantando contro il coro. Si tratta di quella tecnica sottile e insondabile per la quale, se ti scosti dalla grande opinione sorridente e civile, diventi automaticamente complice dei presunti cattivi. E in questo caso si tratta di uomini che usano violenza nei confronti di donne, non so se è chiara la portata della questione complessiva. E dunque, dai limiti imposti al libero pensiero siamo giunti ai limiti imposti ai movimenti e ai gesti, ovvero a quei movimenti e a quei gesti talmente noti e talmente presenti nelle abitudini di tutti noi che in un batter d’occhio si sono trasformati in pericolose minacce: per chi li riceve – la solita donna vittime di soprusi dell’uomo bianco – e per chi li pone in essere, cioè noi baldi giovanotti. L’attestato di volontaria partecipazione all’atto sessuale è un primo ed enorme passo verso la robotizzazione del sesso, il quale diverrà mero atto indirizzato all’ottenimento di un orgasmo, cessando di essere un cammino progressivo che delle persone compiono assieme ma quasi mai alla medesima velocità, necessitando quindi che uno dei due trascini l’altro sebbene quest’ultimo si presenti meno voglioso, meno desideroso ma in ogni caso complice di quel feeling intimo e singolare che lega ogni persona con chi gli sta accanto. La spersonalizzazione di tutto quanto, la numerazione anche delle azioni più personali e intime.

Vi è poi un concentramento nelle mani dello Stato – nel caso specifico nelle mani del potere giudiziario – del potere di valutare se il famoso consenso vi sia stato oppure no, inquadrando entro i rigidi schemi di una legge una fattispecie concreta che non può esservi prigioniera, tanto è spontanea e mutevole di volta in volta. Lo capiranno da uno sguardo? Dai rumori emessi durante il rapporto? Chi lo sa, ma certo è che l’interpretazione che i giudici si troveranno a dare dovrà essere restrittiva per non rischiare di andare nel senso opposto della legge stessa: intimorire e indurre chicchessia a non usare la benché minima dose di forza. Biancaneve, è evidente, fu vittima di violenza brutale: quel porco del principe la baciò durante il suo sonno e lei non poté prestare consenso di alcun tipo. E che pazzi quei sette nani a vivere nella medesima casa con una donna sola: come nei grattacieli americani nessun uomo vuol più salire se solo con una donna, poiché in cento piani tutto può succedere, loro sette mai avrebbero dovuto abitarci assieme. Ma quando si decideranno a fare una legge sullo stupro della nostra libido?

Lorenzo Zuppini

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  1. Volevo sapere se sono pronti i moduli prestampati oppure se vale il silenzio assenso…….. fortunatamente, cazzate a parte,ieri sera nella mia amata Taormina ragazze e ragazzi si baciavano con gioia e nella massima libertà…….. non c’erano sodomiti o frociame sinistro vario e nemmeno ermafroditi/e oppure rompicavolo del modello radicalume chic……. la Svezia sta diventando ridicola e sempre più persa , senza onore e senza un ideale di patria. Ignobile.

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