Roma, 3 mag – In Germania c’è chi “lotta” per l’incesto legale. Come a dire che il piano inclinato sembra non avere fine, in questa bizzarra e folle società occidentale sempre più allo sbando. La notizia è riportata da Tgcom24.

Germania, fratello e sorella vogliono legalizzare il loro incesto

Si chiamano Patrick Stubing e Susan Karolewski, fratello e sorella di Lipsia in Germania, gli incestuosi con aspirazioni addirittura legali. Hanno avuto quattro figli insieme, di cui due disabili. La Germania stessa dunque, diventa terra di una “lotta” per rendere l’incesto legale. Patrick e Susan non si sono conosciuti alla nascita. Patrick, 36 anni, era stato affidato a un orfanotrofio, per i maltrattamenti subiti dal padre. È uscito a 23 anni e ha rintracciato la famiglia biologica, incontrando Susan e generando ciò per cui i due adesso sono in piena ascesa mediatica.

Incesto scoperto dall’inizio, visto che alla nascita del primo figlio un’infermiera dell’ospedale aveva sospettato che tra i due ci fosse una parentela diretta, chiamando la polizia. Poi il secondo figlio, che ha condotto Patrick direttamente al carcere per 10 mesi. Terza nascita, seconda condanna per l’uomo. E poi il quarto. Susan viene “graziata” perché riconosciuta affetta da un “lieve” disturbo mentale (il virgolettato è volutamente interrogativo).

La Corte europea dei diritti dell’uomo, in compenso, ad oggi ancora non riconosce nell’incesto un diritto. Il che è singolare, visto che negli ultimi decenni sta diventando “diritto” un po’ tutto. Comunque, l’istituzione europea ha rigettato il ricorso di Patrick nel 2012. Così come prima di essa aveva fatto già la Corte Federale Costituzionale nel 2008. Non c’è pace, insomma.

“Nostra mamma non avrebbe approvato”

La mamma non avrebbe approvato, dice Stubing in un’intervista al Daily Mail. Strano, diremmo noi, caro Patrick. Il ragazzo la spara pure alta, dicendo di non aver mai saputo  “che stava facendo qualcosa di sbagliato”, senza manco considerare “i risvolti giudiziari riguardanti la loro relazione”. E poi la perla: “Nostra madre non avrebbe approvato ma gli unici che dovrebbero giudicarci ora siamo noi”.

Ovviamente la “storia d’amore” viene ben esibita dal giovane uomo: “La fiducia è diventata un diverso tipo di amore quando nostra madre è morta sei mesi dopo esserci conosciuti. Sono diventato il capofamiglia e ho dovuto proteggere mia sorella. Lei è molto sensibile, ma ci siamo aiutati a vicenda durante questo periodo molto difficile e alla fine quella relazione è diventata fisica”. Che gioia, ragazzi. Non sapremmo immaginare cosa ci aspetterebbe nei prossimi decenni, se tutto questo dovesse avere un risvolto legale (per ora, per fortuna, abbastanza improbabile. Ma mai dire mai, per il futuro).

Alberto Celletti

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1 commento

  1. Viene da pensare, molto semplicemente, che il fratello risulti molto più malsano psico-fisicamente della sorella. Immaginiamoci i quattro figli…, arriveranno ad essere tutelati materialmente a vita da coloro i quali vogliono “politicamente” speculare, acriticamente, cinicamente, anche su disgrazie come questa ?! Non penso proprio, quindi sono ancora peggio degli incestuosi…
    (Ovvio che il Patrick non è da solo).

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