Roma, 15 apr – Inflazione in a marzo, come riportano gli ultimi dati Istat pubblicati dall’Ansa.

Inflazione, il mese di marzo conferma le tendenze 2022

Le stime dell’Istat sono al ribasso, e questa è almeno una buona notizia. Nel marzo appena trascorso infatti, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per la collettività, infatti registra un aumento dell’1% su base mensile, confermando tutto sommato il trend su base annua, con un + 6.5%. Nel mese precedente si era arrivati a un + 5,7%, mentre la stima preliminare era leggermente più alta (+6,7%).

La crescita dei prezzi, improvvisa e senza il supporto di una reale crescita economica, è un dramma ovunque, soprattutto nel Sud e sulle Isole. Basti pensare che la prima città per tasso d’inflazione è Catania. E che le previsioni delle associazioni dei consumatori sono terrorizzanti: si stima una stangata di oltre 2.500 euro all’anno per famiglia. Aumentano i beni energetici, come stiamo osservando da tempo (da +2,1% a +2,5%), aumentano i beni alimentari lavorati (da +3,1% a +3,9%) ma anche i non lavorati (da +6,9% a +8,0%), i beni durevoli (da +1,2% a +1,6%) e semidurevoli (da +1,0% a +1,5%).

La situazione nelle città

Come si diceva, la prima città italiana per tasso di inflazione a marzo è Catania con un tasso dell’8,1%. Seconda in classifica è Bolzano (+ 7,8%) seguita da Messina (+7,7%). Più contenute le situazioni in comuni come Reggio Emilia e Torino, che non arrivano ad aumentare neanche del 6%. In generale, la media degli aumenti al Nord è più basso rispetto a quelli del Sud che viaggia su un tasso medio di +7,5%. Qualche dato di speranza c’è, ed è sulla flessione della stima presedente. Un calo che, secondo il presidente dell’Unc, Massimiliano Dona, “dimostra che la riduzione delle accise ha funzionato. Occorre, però, fare di più! Il Governo può e deve intervenire per bloccare queste speculazioni dovute all’effetto guerra in Ucraina, ad esempio riducendo ulteriormente le accise e prolungando il provvedimento oltre il 2 maggio”. Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “il caro-prezzi si farà sentire anche sulla Pasqua, con le famiglie che dovranno mettere in conto una maggiore spesa di oltre 100 milioni solo per l’acquisto dei generi alimentari”.

Alberto Celletti

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