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La nuova Irpef farà respirare le famiglie, + 600 euro nel 2024: il dato

by Stelio Fergola
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Roma, 14 nov – La nuova Irpef è una boccata d’ossigeno, e sarebbe disonesto intellettualmente negarlo. I calcoli e le stime parlano di una moderata ricrescita del reddito nel 2024. Che è sempre poco, sia chiaro, ma meglio del nulla o di una ulteriore regressione. Abbiamo criticato tanto l’impostazione di questa manovra economica, soprattutto alla voce dei sostegni sociali praticamente inesistenti. Ma su questo aspetto specifico c’è obiettivamente una lieve inversione di tendenza che andiamo a spiegare con i numeri.

La riforma dell’Iperf porterà 600 euro in più a famiglia nel 2024: l’analisi di Bankitalia

Come riporta l’Agi, a pronunciarsi sull’argomento è direttamente Bankitalia, per bocca del vice capo del Dipartimento Economia e Statistica Andrea Brandolini, che nel corso dell’audizione in Senato parla così: “Le modifiche alle aliquote contributive e all’Irpef comporterebbero un incremento del reddito disponibile familiare rispetto alla legislazione vigente dell’1,5 per cento in media nel 2024 (circa 600 euro annui). L’aumento è attribuibile per due terzi all’esonero contributivo, per la restante parte alle modifiche dell’Irpef”.

Poi aggiunge: “Rispetto all’ammontare della spesa primaria (oltre 1.000 miliardi nel 2022), l’entità dei tagli disposta dalla manovra appare realizzabile. Se verranno effettuati utilizzando analisi approfondite, che selezionino le misure sulla base dell’efficacia e ne migliorino l’efficienza, non andranno a detrimento della qualità dell’intervento pubblico l’aumento del finanziamento al Servizio sanitario nazionale indica che la spesa sanitaria pubblica in rapporto al PIL nel prossimo triennio diminuirebbe gradualmente, al di sotto del livello medio nel quinquennio precedente la pandemia (6,5%). In prospettiva, l’invecchiamento della popolazione italiana, tra i piu’ pronunciati al mondo, e l’associata diffusione di patologie croniche genereranno ulteriori pressioni per un incremento dell’offerta pubblica di prestazioni sanitarie”.

Inoltre, “le modifiche alle aliquote contributive e all’Irpef comporterebbero un incremento del reddito disponibile familiare rispetto alla legislazione vigente dell’1,5 per cento in media nel 2024 (circa 600 euro annui). L’aumento e’ attribuibile per due terzi all’esonero contributivo, per la restante parte alle modifiche dell’Irpef“.

Una mossa di buon senso

È plausibile ritenere che il governo sulla materia fiscale abbia fatto poco ma sostanzialmente per le poche risorse disponibili. Accorpare le due aliquote Irpef più basse, da questo punto di vista, ha dato una mano importante. Soprattutto, esprime la consapevolezza di comprendere che classi medie e disagiate viaggiano entrambe verso lo strapiombo ed è necessario invertire la rotta senza trascinare le prime negli abissi delle seconde, ma cercare di elevare il tenore di vita di queste ultime. Certamente, occorrerebbe immettere molto più denaro nell’economia e queste quantità incideranno poco su una reale ripresa. Che la “coperta corta” sia un’emergenza assoluta – ripresentatasi anche in questa occasione, com’era peraltro prevedibile – è innegabile. Ma è chiaro che il respiro sul fronte fiscale ci sia, quanto meno rispetto al recente passato. Soprattutto, c’è per quei “tre quarti” di famiglie che certamente non navigano nelle sfere di reddito più alto della società italiana. Una buona notizia? Sì, sarebbe sbagliato non sottolinearlo. Chiaro è che senza una sostanza di risorse reale e plausibile difficilmente si potrà invertire un trend che negli ultimi vent’anni si è fatto piuttosto drammatico.

Stelio Fergola

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