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peroniRoma, 13 ott – La bionda italiana più famosa al mondo cambia lingua (non certo colore) emigrando fino all’estremo oriente. Stiamo parlando della nostra Peroni, la birra italiana più famosa al mondo. E’ stata annunciata proprio l’altro ieri la cessione dello storico marchio tricolore al gruppo nipponico Asahi Europe, il quale ha rilevato la proprietà “strappandola” alla multinazionale anglo-sudafricana SABmiller, la quale a sua volta necessitava di sfoltire l’immenso portafoglio a causa della fusione con il gruppo Anheuser Busch InBev.



E già, perché in realtà la biondona nazionale aveva già da molto tempo fatto le valigie per fuggire via, come molte nostre giovani braccia e menti capaci fanno ormai da molti anni a questa parte. Era l’ormai lontano 2003 quando la Peroni passò in mani sudafricane. Ora sarà la volta di mani giapponesi, ma in ogni caso siamo consapevoli del fatto che un’altra eccellenza tricolore ha lasciato la nostra nazione per non tornare mai più. La Peroni continuerà a produrre le sue birre in ogni caso negli stabilimenti di Padova, Roma e appunto Bari. L’azienda, ormai soltanto di origine italiana, ha alle spalle 170 anni di storia e nel marzo 2016 ha chiuso il bilancio con un utile di 21,5 milioni di euro e 360 milioni di ricavi.

Black Brain

Mauro Pecchia

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