Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 02 mag – “Quando senti dire che la schiavitù è durata circa 400 anni…400 anni? Sembra una scelta. Sei stato lì per 400 anni e per te è tutto? È come se fossimo mentalmente incarcerati”. Se ne è uscito così Kanye West, rapper nero, intervistato da Tmz Live, parlando della schiavitù degli afroamericani negli Stati Uniti. Le sue parole, come prevedibile, hanno scatenato una bufera. West ha poi sottolineato che “in questo momento stiamo scegliendo di essere ridotti in schiavitù”, suscitando una reazione sdegnata da parte del conduttore della trasmissione Van Lathan, secondo il quale i commenti del rappert dimostrerebbero la sua “mancanza di pensiero”. “Hai il diritto di credere in qualunque cosa tu voglia – ha replicato il conduttore – ma dobbiamo affrontare la marginalizzazione che viene da quei 400 anni di schiavitù della nostra gente, che tu hai appena definito ‘una scelta’. Sono inorridito, e incredibilmente ferito dal fatto che ti sia trasformato in qualcosa di non reale”.

Sui social West, marito di Kim Kardashian, è stato travolto da una serie infinita di commenti. “Kanye è la caricatura pericolosa del libero pensatore afroamericano – ha scritto su Twitter Symone Sander -. Francamente sono disgustato. E (non posso credere di doverlo dire) la schiavitù è stata quanto di più lontano ci fosse dalla libera scelta”. Sulla falsa riga di Sander è arrivata la replica del commentatore della Cnn, Marc Lamont Hill: “Non c’è mai stato un momento della storia nel quale la gente nera non abbia resistito alla schiavitù – ha cinguettato -. Alcuni lo hanno fatto gettandosi dalle navi. Altri uccidendo i propri padroni o scappando. Qualcuno l’ha fatto attraverso quotidiane forme di resistenza. Gli schiavisti non sono andati in pensione. La nostra resistenza ci ha condotto alla nostra libertà”.

Dopo la bufera che hanno generato le sue parole, West ha voluto ribadire il suo pensiero via Twitter, specificando di sapere “molto bene che gli schiavi non sono stati incatenati e messi sulle navi per loro volere”. “Il motivo per il quale ho sollevato la questione – ha rimarcato il rapper afroamericano- è che non possiamo restare imprigionati mentalmente per altri 400 anni. Abbiamo bisogno del libero pensiero“. Non è comunque la prima volta che il rapper finisce travolto dalle polemiche per le sue dichiarazioni. Di recente ad esempio aveva sollevato l’indignazione dei fan dopo aver dimostrato sostegno nei confronti del presidente statunitense Donald Trump.
Alessandro Della Guglia

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. ha commesso 2 gravi errori:
    1: essere amico di Donald Trump
    2: non si è aggiunto al piagnisteo e al vittimismo generale e ha fatto un po’ di autocritica.
    Da linciare vivo.
    PS: come mai si rinfaccia lo schiavismo solo agli occidentali e non agli arabi, che nella tratta erano quelli che catturavano e vendevano gli schiavi? Boh…

Commenta