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Bruxelles, 2 mag – La proposta del nuovo bilancio Ue prevede tagli di circa il 5% ai fondi di coesione e alla Pac, la politica agricola comune, ma vede più che raddoppiate o quasi le risorse per migranti (2,6 volte in più rispetto ai fondi ora disponibili). Una scelta emblematica che indica le priorità di Bruxelles e i progetti di “crescita” per gli Stati membri. Nessuna inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni, anzi, una perseverante prosecuzione delle politiche attuate sino ad ora, con ulteriori incentivi a chi fa dell’immigrazione un vero e proprio business. Il nuovo bilancio, il primo post Brexit, prevede anche aumenti per Erasmus e giovani (2,2 volte in più), sicurezza (1,8 in più), digitale e ricerca (1,6 in più). Inevitabilmente però colpisce il raddoppio delle risorse da impiegare per gli immigrati.
Un importo globale di 1.279 miliardi di euro, con “contributi addizionali limitati ma necessari per finanziare le nuove priorità”, che portano la cifra all’1,11% del pil Ue, “una proposta ragionevole e responsabile”. Ha motivato così queste scelte il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, presentando il progetto di bilancio Ue post 2020. “Se avessimo risposto solo alle varie richieste dei Paesi, o avessimo fatto solo la sommatoria delle politiche invariate con gli sconti o certe soluzioni specifiche per Paese, se non avessimo integrato il fondo per lo sviluppo e non avessimo tenuto conto dell’ammanco da 15 miliardi post Brexit, saremmo arrivati al 2% del pil Ue, e tutti l’avrebbero respinto”, ha specificato Juncker.
In generale è evidente un aumento di fondi impiegati rispetto al bilancio 2012-2017, che verranno ricavati da nuove risorse proprie dell’Ue (80%) e risparmi (20%), per un totale fino a 22 miliardi l’anno pari al 12% dell’intero bilancio europeo. Tra le altre cose, le nuove risorse includono una tassa sulla quantità di plastica non riciclabile per Paese membro (80 centesimi a kg), il 20% dei proventi della vendita delle quote di emissioni di CO2 e un’aliquota del 3% sulla nuova base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società. Il budget prevede inoltre due nuovi fondi particolari per l’eurozona, per una cifra totale pari a 55 miliardi. Il primo, il Fondo di stabilizzazione degli investimenti, sarà di 30 miliardi e verrà destinato a quei Paesi colpiti da crisi per aiutarli a mantenere costante il livello di investimenti pubblici tramite prestiti garantiti dal bilancio Ue. Il secondo fondo, da 25 miliardi, è destinato a fornire sostegno ai Paesi membri per la realizzazione delle riforme e per assicurare la convergenza per quelli che adotteranno l’euro. Di soldi insomma Bruxelles ha intenzione di impiegarne diversi, segno che le casse Ue non sono affatto intaccate dalla generale “crisi” europea. Resta il problema della destinazione specifica.
Eugenio Palazzini



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