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Roma, 23 apr – Roberto Saviano ricorda un po’ l’ultimo Giangiacomo Feltrinelli, il milionario di sinistra così preso dal suo ruolo di nuovo partigiano da finire schiavo dell’ossessione del colpo di Stato imminente. Un’ossessione che nel caso dell’editore ebbe esiti fatali, cosa che ovviamente non auguriamo allo scrittore, che sin qui si è limitato a uccidere il senso del ridicolo. Commentando la foto postata su Facebook dal collaboratore di Salvini, Luca Morisi, in cui si vede il ministro dell’Interno che imbraccia un mitra, Saviano ha completamente perso la brocca: Morisi, secondo lui, “ha espressamente scritto che loro, i seguaci del Capitano, sono armati. Ha in sostanza scritto che da qui al 26 maggio, ogni arma (letteralmente) sarà lecita per fronteggiare gli ‘attacchi’ e il ‘fango’ che la Lega e Salvini dovessero ‘subire’”.

Leghisti asserragliati in via Bellerio

Il contenuto evidentemente ironico del messaggio, con tanto di faccina, diventa agli occhi allucinati di Saviano del tutto letterale, eversivo, stragista. I leghisti, secondo lo scrittore, sono realmente asserragliati in via Bellerio con le armi fino al collo, in attesa di sparare sulla Costituzione e i suoi eroici difensori.  Quella di Morisi”, continua, “è stata un’evidente istigazione a delinquere”, scrive, per poi chiudere con una frase dal sapore demenziale: Non vi daremo tregua e fino a che avremo fiato in gola denunceremo i vostri intenti criminali. Dovrete ucciderci per farci tacere”.

In piena dissociazione dalla realtà, Saviano si immagina di essere un dissidente a rischio della vita. L’unico dissidente al mondo con scorta pagata dallo Stato che, secondo lui, vorrebbe ucciderlo. Ora, si può certamente contestare il buon gusto della foto di Salvini armato, ma resta il fatto che l’interpretazione che ne dà la sinistra sia delirante.

I polveroni inutili della sinistra

L’impressione, del resto, è che l’accusa, spesso rivolta a Salvini, di alzare polveroni inutili per deviare l’attenzione dalla politica concreta, sia quanto meno valida in entrambi i sensi: anche la sinistra, cioè, sembra dover tenere eternamente alta la tensione sull’allarme antifascista, sul pericolo eversivo, sul governo xenofobo, al solo scopo di evitare di affrontare i veri nodi politici. Per questo, Morisi si presta ancora meglio di Salvini stesso, in quanto “uomo nell’ombra” e mefistofelico domatore della fantomatica “Bestia”, il software che, si dice, regolerebbe le uscite social di Salvini.

Esistente o meno che sia questo programma, si tratta comunque di un bersaglio troppo comodo, perché permette di derubricare il consenso di Salvini a risultato di algoritmo. La sinistra deve ancora interamente fare i conti con il proprio fallimento. E per rimandare questa resa dei conti con se stessi, non c’è niente di meglio di una caccia alle streghe contro i fantasmi, abbiano essi il volto si Salvini o Morisi.

Adriano Scianca

4 Commenti

  1. Quando te ne strafotti degli italiani disoccupati e pensionati alla fame qualcosa ad effetto ed inventato tipoi strage leghista lo dovrai pure dire, anche se sono cavolate.Servono a farsi lasciare una scorta inutile pagata da noi; fà molto fighetto

  2. Articolo ineccepibile. La sinistra vigliacca,menzognera ed indegna , senza onore , arrogante ed immigrazionista , ha creato una cloaca di paese,una latrina comunistoide in cui spacciatori africani e rom delinquenti circolano impuniti , protetti da una burocrazia sinistra……….. Vergogna , mascherano il loro fallimento parlando di far west o cazzate simili,quando sono stati loro a riempirci di fecciaglia varia che delinque contro gli inermi ed indifesi italioti……….vigliacchi,proteggono integralisti islamici e tutelano i rom a scapito degli italiani lavoratori ed onesti……..schifosi comunisti.

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