Castelvolturno, 23 set – La Tam Tam Basket è un po’ il “modello Riace” della pallacanestro. Per questo la sua giusta esclusione dal campionato giovanile d’Eccellenza ha creato una campagna di opinione a sinistra e l’indignazione dei media mainstream (Corriere della Sera su tutti). Questa la dinamica dei fatti. La Tam Tam Basket è una squadra di pallacanestro di Castelvolturno che tessera solo ragazzi africani (quindi “vietata agli italiani”). Si tratta di figli di immigrati, nati in Italia e che frequentano le scuole italiane. Per gli animatori del progetto sono “italiani di fatto”.

La norma “salva Tam Tam” del 2017

Questo passaggio è importante perché nell’ottobre 2017 l’allora governo Gentiloni emanò un decreto ad hoc, più precisamente un emendamento alla Legge di Bilancio, per costringere la Federazione italiana pallacanestro a tesserare degli stranieri (giudicati “italiani di fatto”). Una forzatura ai regolamenti della Fip, che avrebbero permesso ai ragazzi di giocare in match ufficiali solo al compimento dei 18 anni e al conseguente ottenimento della cittadinanza. Il caso interessò diversi media stranieri che, celebrando il grande esempio di integrazione della Tam Tam Basket, spiegarono come l’azione di questa società di Castelvolturno mirasse a far cambiare la legge sulla cittadinanza a favore dello Ius Soli. Insomma l’intento politico è evidente.

Violare le regole in nome del buonismo

Adesso la Tam Tam Basket che, grazie all’emendamento ad hoc del 2017 ha potuto in questi anni schierare ben 6 formazioni di soli africani, chiede una nuova forzatura. La squadra di Castelvolturno ha ottenuto la possibilità di partecipare al campionato giovanile più importante, quello d’Eccellenza. Il regolamento della Federbasket prevede, per questo torneo, l’utilizzo di un massimo di due stranieri per squadra. Una norma che serve a salvaguardare i vivai e a impedire ai più furbi di fare campagne acquisti di stranieri che falserebbero la competitività del campionato.

La Federbasket ha risposto picche

E così la Fip alla nuova richiesta della Tam Tam Basket ha risposto picche, spiegando che le regole si rispettano e che sono a “tutela dell’interesse generale del movimento e dell’equità competitiva”. Nessun razzismo, visto che la Federbasket per poter permettere agli africani di giocare suggerisce alla Tam Tam “qualora lo ritenesse opportuno, in nome della piena integrazione e del miglioramento tecnico dei propri atleti”, di “optare per il prestito ad altre società come previsto dal regolamento”.

La sinistra si indigna

Apriti cielo. La squadra di Castelvolturno ha subito lanciato un crowfunding e una campagna di opinione contro il razzismo, che è subito stata rilanciata dai vari media che parlano di “schiaffo in faccia all’integrazione“. Alcuni parlamentari di sinistra hanno già annunciato interpellanza per contrastare il comportamento della Fip. Questo perché una federazione sportiva ha semplicemente chiesto di rispettare le regole. Che valgono per tutti. Anche per chi utilizza i progetti sportivi per fare politica e sostituire l’iniziativa legislativa.

Davide Di Stefano

1 commento

  1. Se ti fai un test genetico del DNA per guardare alle tue origini, caro Davide Di Stefano, voglio vedere quanto italiano sei, pirla. Apri il cervello caro mio, la teoria delle razze è superata, evolviti anche tu!Stiamo ancora qui a dire chi è italiano e chi no.. che disagio regaz

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