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Roma, 17 set – Chi lo avrebbe mai previsto? Netflix nella sua serie iper femminista La Regina degli scacchi ha incluso un particolare così “sessista, sminuente e falso” da mandare su tutte e furie Nona Gaprindashvili, campionessa georgiana della tavola a scacchi.



La rabbia della “vera” regina degli scacchi

Nona Gaprindashvili ha infatti definito La regina degli scacchi, acclamatissima serie tv Netflix, “sminuente e falsa” nonché sessista: la scacchista georgiana – non russa, come invece viene definita nella serie interpretata da Anya Taylor-Joy – ha fatto causa alla piattaforma on demand e chiesto anche un risarcimento di 5 milioni di dollari.

“L’unica donna che ha affrontato uomini”

Quello che ha mandato su tutte le furie la Gaprindashvili, una vera regina degli scacchi, è stata una frase dell’ultimo episodio, in cui Beth Harmon, la protagonista della serie, concorre con scacchisti russi a Mosca: “L’unica cosa insolita di lei, in realtà, è il suo sesso – dice in una scena il commentatore della sfida tra la protagonista e il campione del mondo Vasily Borgov – E anche questo non è un’eccezione in Russia. C’è Nona Gaprindashvili, ma lei è la campionessa mondiale femminile e non ha mai affrontato uomini”.

Per esaltare una eroina femminista falsa dimenticano quella vera

Affermazione “falsa”, fanno sapere i legali della campionessa di scacchi: “Oltre ad essere grossolonamente sessista e sminuente. Nel 1968, l’anno in cui è ambientato questo episodio, aveva gareggiato contro almeno 59 giocatori di scacchi maschi, inclusi non meno di dieci Grandi Maestri di quel tempo – si legge nei documenti – Netflix ha mentito sfacciatamente e deliberatamente sui successi di Gaprindashvili al cinico scopo di accrescere il dramma, facendo sembrare che la sua eroina immaginaria fosse riuscita a fare ciò che nessun’altra donna, inclusa Gaprindashvili, aveva mai fatto“. Nona Gaprindashvili avrebbe contattato Netflix anche per chiedere la rettifica di certe affermazioni, ma non avrebbe ricevuto nessuna risposta.

Netflix, intanto, fa sapere in modo assai politicamente corretto di “avere il massimo rispetto per la signora Gaprindashvili e per la sua illustre carriera”, ma aggiunge: “Crediamo che questa richiesta di risarcimento non abbia alcun valore e ci difenderemo energicamente in tribunale”.

Ilaria Paoletti



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1 commento

  1. Nei centri scacchistici ho sempre visto anche donne, certo soprattutto all’ est.
    Non sanno un beato c., non si documentano e pensano di guadagnare prendendo pure per i fondelli… Devono fallire! Altro che 5 m.

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