Roma, 17 ott – L’Italia è povera. Sempre più povera. Il quadro che emerge dall’ultimo rapporto della Caritas riportato da Tgcom24 è come minimo inquietante.

Italia sempre più povera: il dato al suo massimo storico

L’Italia povera registra e conferma il suo massimo storico, come ci dice la Caritas. Nel rapporto si legge che “le famiglie in povertà assoluta risultano 1.960.000, pari a 5.571.000 persone (il 9,4% della popolazione residente). L’incidenza si conferma più alta nel Mezzogiorno (10% dal 9,4% del 2020), mentre scende in misura significativa al Nord, in particolare nel Nord-Ovest (6,7% da 7,9%)”.

Il dato è tratto dai quasi 2.800 Centri di Ascolto sul territorio nazionale, e analizza anche le differenze per fasce: “In riferimento all’età, i livelli di povertà continuano a essere inversamente proporzionali all’età: la percentuale di poveri assoluti si attesta infatti al 14,2% fra i minori (quasi 1,4 milioni bambini e i ragazzi poveri), all’11,4% fra i giovani di 18-34 anni, all’11,1% per la classe 35-64 anni e al 5,3% per gli over 65 (valore sotto il la media nazionale). Tra il 2020 e il 2021 l’incidenza della povertà è cresciuta più della media per le famiglie con almeno 4 persone, le famiglie con persona di riferimento di età tra 35 e 55 anni, i bambini di 4-6 anni, le famiglie degli stranieri e quelle con almeno un reddito da lavoro. È cresciuta meno della media per le famiglie piccole, con anziani, composte da soli italiani”.

Verso i sei milioni di poveri

Il cardinale Matteo Zuppi fotografa la situazione: “Quasi 6 milioni di persone sono in povertà assoluta. È un rapporto preoccupante che ci deve aiutare a scegliere e a vivere consapevolmente delle settimane e dei mesi difficili, che richiedono e richiederanno tanta solidarietà e delle risposte rapide. La sofferenza non può aspettare e non deve aspettare. Per guardare il futuro dobbiamo capire bene il presente. Non parliamo di previsioni ma di dati. Il rapporto non può farci continuare come prima. La crisi energetica e gli aumenti dei costi accentueranno i casi di povertà estrema, per questo dobbiamo essere ancora più fermi per trovare una soluzione”. Sul tema è intervenuto anche Papa Francesco, secondo cui “per combattere la povertà bisogna creare posti di lavoro”, leggermente in contrasto con la Cei che poneva l’accento sulla permanenza del reddito di cittadinanza per i più poveri.

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. Quindi la responsabilità è della maggioranza degli anziani. Questo dato non mi meraviglia considerando il livello qualitativo umano prevalente che ha circondato la mia personale esistenza. Il me ne frego, versione democratica.

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