Roma, 28 dic — Per smarcarsi dalle accuse di una assai lacunosa e zoppicante — ad esser generosi — gestione dell’emergenza Covid, il generale Figliuolo passa la patata bollente agli scienziati, ammettendo involontariamente quello che ormai abbiamo da tempo capito tutti: che su ogni questione riguardante il Covid si naviga clamorosamente a vista.

Per mesi i cosiddetti «esperti» hanno illuso 60 milioni di persone con affermazioni semi-dogmatiche e inconfutabili su vaccini e immunità di gregge, demonizzando e silenziando ogni voce dubbiosa, per poi essere clamorosamente smentiti dalla realtà dei fatti: l’immunità di gregge non verrà raggiunta, i vaccinati si ammalano e contagiano, il green pass non è uno strumento sanitario. Ma non temete, c’è sempre il popolo dei non vaccinati da mettere al rogo e a cui addossare tutta la responsabilità. 

Figliuolo: “Lavoro in base a quello che mi dicono gli scienziati”

Il generale Figliuolo, chiamato a raccogliere l’imbarazzante testimone di Arcuri in merito alla gestione pandemica, alle domande incalzanti dei giornalisti non ha saputo fare altro che rimpallare la responsabilità agli scienziati. Lui è il braccio, loro la mente. Lui esegue solo gli ordini. «Non sono uno scienziato: all’inizio gli scienziati parlavano di immunità di gregge, fissandola intorno all’80% di popolazione vaccinata. Allora dissi, facciamo un piano credibile e andiamo a raggiungere il massimo fissato dagli esperti». L’80%, lo abbiamo visto tutti, non è bastato. «Dopodiché è stato detto che l’80% non bastava, visto come circola e muta questo virus, andiamo a 90%. Noi ora stiamo andando verso il 90: se poi dobbiamo arrivare a 100, 150 lo faremo». Che problema c’è? 150, 200, vacciniamo anche i gatti: basta un cenno degli esperti — che intanto pare stiano prendendo decisioni sanitarie tirando i dadi del Monopoli — e il braccio armato della Scienza esegue.

Forse ha bisogno di una vacanza

E’ la seconda battuta infelice collezionata da Figliuolo in questi giorni. Ieri il commissario straordinario aveva suscitato un vespaio di polemiche paragonando le estenuanti file per i tamponi a quelle per il Black Friday. Caos nelle farmacie per il tampone? La risposta di Figliuolo: «I cittadini fanno la fila per il capo griffato nel Black Friday, portino pazienza», paragonando i test obbligatori per il lavoro e quelli frutto dell’allarmismo propagandato dal governo alle code per comprarsi cellulari o televisori. Invece di mettere un freno all’isteria da tampone che sta attanagliando una larga fetta di nostri connazionali, il generale minimizza, prende in giro, la giustifica e l’alimenta. Gli sfondoni iniziano ad accumularsi, forse avrebbe bisogno di una vacanza dalla gestione dell’emergenza. E noi di una vacanza da lui. 

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Non si permettano di nominare i gatti o i cani! Che se lo facciano loro il magico siero sperimentale ad MRNA mutante!

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