Roma, 21 mar – L’Oms, per gli amici Organizzazione Mondiale della Sanità, la sa lunga sulla guerra. Come del resto aveva dimostrato di saperla lunga sul coronavirus. Sull’Ansa di oggi, viene pubblicata l’ultima affermazione dell’istituzione planetaria. Se infatti le primissime ore del conflitto avevano lasciato quanto meno ipotizzare una “guerra lampo”, in verità, non ci è voluto molto per capire che forse non sarebbe andata esattamente così.

Oms: “Rischio guerra lunga”

I profeti dell’Oms ci dicono che la guerra in Ucraina rischia di essere “lunga”, rischiarando le nostre confuse menti. Il portavoce dell’organizzazione, Tarik Jasarevic, viene intervistato a Leopoli e intravede, per noi, oscuri presagi: “Più dura questa guerra più il sistema sanitario subirà ulteriori deterioramenti. Veniamo da due anni di pandemia, le persone hanno rimandato i loro interventi, avevamo già una popolazione vulnerabile e un sistema sanitario arrivato al limite. L’Ucraina è uno dei Paesi in Europa con la più alta incidenza di Hiv e tubercolosi. Ora si possono interrompere le cure dei pazienti. E il tasso di immunizzazione anti-Covid è relativamente basso”.

Ucraina, sistema sanitario al collasso

Certo, dopo tre settimane di guerra non poteva essere in uno stato di grazia. Jasarevic dovrebbe saperlo. Già una settimana fa l’organizzazione aveva lamentato di possibili peggioramenti legati al Covid (come si legge sull’Huffington Post) a causa del conflitto ucraino, giusto per non farci mancare mai nulla, dopo che dalle stesse fonti ci si era uniti al coro secondo il quale la pandemia sarebbe al capolinea. Tra le numerose scoperte non può mancare l’affermazione secondo la quale, dopo quasi un mese di guerra, il sistema sanitario ucraino sarebbe stremato. Attendendo fiduciosi su future rivelazioni, ci affidiamo ancora a Jasarevic che assicura: “Stiamo facendo il possibile assieme alle autorità di Kiev per inviare kit”.

Stelio Fergola

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