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origine uomo Europa out of AfricaRoma, 23 mag – Un altro inesorabile colpo di piccone cala sulla teoria Out of Africa, la teoria che per anni è stato il dogma accademico e secondo la quale l’uomo discenderebbe integralmente da un unico antenato africano comune, una “Grande Madre” soprannominata Eva Mitocondriale che avrebbe dato origine alla specie umana. Erano già state fatte molte scoperte che mettevano in serio dubbio la teoria che più che scientifica ha oramai assunto i toni di un dogma politico (“Siamo tutti Africani”, “In passato siamo stati tutti dei profughi dall’Africa” sono solo alcune delle frasi che spesso vengono usate per giustificare il delirio della Grande Sostituzione) ma l’ultimo rivoluzionario ritrovamento sembra oramai demolirne le fondamenta. Un team internazionale di scienziati tra cui Jochen Fuss, Nikolai Spassov, David R. Begun, Madelaine Böhme (firmatari dell’articolo sul journal del PLOS, il Public Library of Science) avrebbe ritrovato dei fossili di ominidi con denti molto simili a quelli umani che sarebbero vissuti tra la Grecia e la Bulgaria circa 7.2 milioni di anni fa. La creatura, chiamata Graecopithecus Freybergi e soprannominata “El Greco” dagli scienziati, dimostra che i presunti antenati umani avevano cominciato a evolversi in Europa già 200.000 anni prima che questo avvenisse in Africa, il che porrebbe quindi l’Europa e non più il continente africano come terra di origine della specie umana.



Questa scoperta avvalorerebbe un’altra teoria, già pubblicata nel 2007 dalla rivista Pnas e la cui genesi deve moltissimo al contributo dei ricercatori di biologia de La Sapienza, che appunto fu chiamata Out of Eurasia in contrapposizione con l’Out of Africa. “Questo studio rivoluziona ciò che sapevamo finora sui tempi e i posti in cui sarebbero stati fatti i primi passi dell’evoluzione umana” ha affermato Nikolai Spassov, professore del Bulgarian Academy of Sciences. “Graecopitecus non è una scimmia. È un membro di una tribù di ominidi e un diretto antenato della specie homo. La sua alimentazione è legata all’ambiente secco e difficile della savana che in quel periodo aveva occupato l’Europa orientale, pertanto differisce da quella degli esemplari scimmie più recenti che vivono nelle foreste. In più, proprio come gli umani, ha dei molari larghi e uno smalto denso. Certo, possiamo dire che è stato scoperto un anello mancante, ma esisterà sempre un altro anello mancante perché l’evoluzione è la concatenazione di infinite forme successive. Probabilmente la faccia di El Greco assomigliava a quella di una grandissima scimmia con canini più corti”.

“Mentre le grandi scimmie tipicamente hanno denti con due o tre radici divergenti, le radici del Graecopitecus invece convergono e sono parzialmente fuse, una caratteristica tipica degli uomini e dei primi pre-umani” ha aggiunto Madelaine Böhme dell’università di Tübingen. “Siamo rimasti tutti sorpresi dai nostri risultati proprio perché finora si sapeva che specie di ominidi così avanzate si potessero trovare solo nell’Africa sub-sahariana” ha poi affermato Jochen Fuss, dottorando del Tübingen PhD che ha condotto questa parte di ricerca. “La nostra scoperta può cambiare la teoria sull’origine dell’umanità” ha concluso Madelaine Böhme. “Personalmente ritengo che i discendenti del Graecopitecus si siano diffusi in Africa in un secondo momento (come afferma la Out of Eurasia, NdR). I nostri dati supportano il fatto che la divergenza tra scimpanzé e uomo sia avvenuta nell’est del Mediterraneo e non in Africa”.

Carlomanno Adinolfi

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