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L’ultimo delirio: “Gandhi stupratore fa***sta”. E la statua viene vandalizzata

by Alberto Celletti
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Gandhi fascista

Roma, 3 ott – Gandhi fascista? Sì, al punto da imbrattarne la statua a San Donato Milanese. Anche se in questo caso la matrice non è la solita, cioè quella del teatro prediletto per simili scemenze, dopo che già un paio di anni fa l’appellativo di “fascista” era stato dato pure a Indro Montanelli (e ad esso era seguito l’atto di vandalismo contro il monumento a lui dedicato). L’idiozia sembra infatti essere un patrimonio veramente globalizzato, se si pensa a quando il Mahatma era stato definito anche “razzista”, e un altro monumento a lui dedicato era stato rimosso in Ghana.

“Gandhi stupratore e fascista”. A San Donato imbrattano la statua del patriota indiano

Gandhi fascista, sì. Ma non solo, pure stupratore. Come riporta Il Secolo d’Italia, San Donato non si risparmiano e definiscono – diciamolo – il profeta della non violenza un po’ come diamine gli pare, andando ben oltre la psicosi demente che già si era manifestata in occasione dell’imbrattamento al monumento dedicato a Montanelli. La statua di Gandhi era stata presa di mira già in agosto, ma i sedicenti rivoluzionari della lattina si sono ripetuti nella giornata di ieri, piuttosto simbolica, in quanto il 2 ottobre corrisponde alla data di nascita del patriota indiano. Non casualmente, le rappresentanze indiane residenti a Milano solitamente festeggiano. Il gesto è stato rivendicato da un gruppo di separatisti che mirano a costituire uno Stato autonomo nella regione del Punjab, tra India e Pakistan. Ma il fatto che siano separatisti e non dementi centrosocialari non li salva: s’informassero, prima di sparare idiozie.

Decisamente non era fascista (ed è ridicolo pure dover spiegare perché)

Certamente, Gandhi fu ricevuto a Palazzo Venezia da Benito Mussolini il 12 dicembre del 1931. Una visita ufficiale come ce ne sono tante, anche se c’è chi ha dato a quell’incontro un valore “anti-inglese”. Una valutazione che cozza con la situazione internazionale, dal momento che l’Italia era ancora in buoni rapporti con la Gran Bretagna. In verità, non c’è molto da ragionarci. Un capo del governo, solitamente, incontra tutti, perfino i nemici, figuriamoci se non si può interessare di ospitare una personalità mondiale di grande rilevanza. Specialmente se, come si sa, Mussolini era molto incuriosito da Gandhi, esattamente come il patriota indiano era interessato al Duce e ben disposto verso il progetto rivoluzionario che stava portando avanti in Italia. Ma “essere fascisti” è un’altra cosa.

Alberto Celletti

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