Roma, 3 ott —Orrore e degrado infiniti nel quartiere di San Basilio, a Roma, dove una ragazza nomade di etnia sinti è stata violentata dal fidanzato e dal fratello, entrambi con numerosi precedenti. Come se il crimine non fosse già abbastanza ripugnante di suo, la madre dei due aguzzini si è resa complice impedendo alla vittima di scappare dall’appartamento in cui era tenuta reclusa.

Ragazza sinti violentata da due fratelli, la madre complice

Stando a quanto riportato dal Messaggero, i due nomadi, di 26 anni e l’altro di 34, hanno trascinato la giovane in camera da letto dopo averla palpeggiata e spogliata. A nulla sono servite le urla della ragazza, che ha tentato in tutti i modi di divincolarsi dalla morsa dei due violentatori, urlando per attirare l’attenzione della madre presente nell’appartamento: con enorme raccapriccio della gioane, la donna non solo non l’ha difesa ma si è resa complice delle violenze impedendole di scappare.

La fuga 

Fortunatamente, l’istinto di sopravvivenza della ragazza, di appena vent’anni, le ha consentito di raccogliere le forze e precipitarsi fuori dall’abitazione, raggiungendo così il cortile condominiale. A quel punto qualche residente, allarmato dalle sue urla, ha chiamato il 112. Sul posto sono intervenute la volante del commissariato san Lorenzo e un’ambulanza. Una volta arrivati, i soccorsi e le forze dell’ordine si sono ritrovati davanti la vittima, in stato di choc e completamente ricoperta di lividi per le percosse ricevute. È stata trasportata in codice arancione al pronto soccorso dell’ospedale Sandro Pertini, dove è stato attivato il protocollo rosa per le vittime di violenza.

Nel frattempo gli agenti hanno fatto irruzione nell’appartamento dove hanno trovato i due fratelli e la madre. Tutti e tre arcinoti alle forze dell’ordine, appartengono a una famiglia campana di origine sinti molto potente nel quartiere, dove le retate per lo spaccio di droga si susseguono a cadenza settimanale. Come sovente accade e come certificato da numerose inchieste giudiziarie, le donne più anziane finiscono per diventare «educatrici» delle più giovani sottoponendole a vessazioni di ogni tipo e sordide iniziazioni per piegarne la volontà e renderle docili e disciplinate al comando dei capifamiglia uomini.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. Cosa c’è di tanto strano ? siamo già nel futuro, lo credevate diverso? avete sbagliato; gli stupri come si conoscevano prima si stanno evolvendo grazie ai nuovi arrivi di primati da est, da sud, e dal mare. E questa volta non potrete dare la colpa a Salvini o alla Meloni. Tenete a bada le vostre figlie, le vostre mogli, le vostre sorelle !

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