Roma, 7 ott – Ministero per la Famiglia e la Natalità. Così lo concepisce – e ne chiede la guida – la Lega di Matteo Salvini. Repubblica – forse terrorizzata – lo definisce un “nuovo ministero”. E nella denominazione la novità, effettivamente, non è di poco conto.

La Lega reclama un ministero “per la Famiglia e la Natalità”

Come riporta l’Ansa, la Lega chiede un ministero per la Famiglia e la Natalità. Ne parla proprio Matteo Salvini, e rilancia anche il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo: “Con questo governo si spera di concretizzare i progetti che in Parlamento abbiamo più volte sostenuto, cercando di seguire l’esempio delle politiche del Trentino Alto Adige, la Regione che ha l’indice di natalità più alto”. Il Carroccio, ovviamente, si candida al dicastero. Che qualcuno definisce nuovo, qualcun altro derivazione del vecchio “pari opportunità e famiglia”. La parola “natalità” è fuori dalla testa di troppe persone, da troppo tempo. Ed è un elemento che non può essere sottovalutato.

Siamo morendo e la retorica non c’entra nulla: è questione di sopravvivenza

Chi comincia a parlare di retorica spicciola quando si tratta di famiglia, maternità e conseguente natalità semplicemente non può essere neanche preso sul serio. I numeri degli ultimi quarant’anni parlano chiaro: il popolo italiano si sta estinguendo. Lentamente, certo, ma lo sta facendo. Ciascuno può dare a questo dato di fatto il valore che meglio crede, ma di sicuro non può discuterlo. Chi scrive pensa che non sia piacevole vedere un’etnia, una cultura, tante culture, delle immagini che hanno letteralmente dipinto quasi duemila anni di storia, sparire così. E non pensa nemmeno che crollare ulteriormente anche dal punto di vista economico (perché comporta anche questo, la denatalità) sia un processo che non possa essere guardato con favore da nessun punto di vista. Vorrebbe – come è logico – sopravvivere. Dunque l’augurio è il seguente: che il ministero della natalità venga creato realmente, ma che – soprattutto – abbia una reale sostanza, e non un ruolo puramente immaginifico. Non sarei molto ottimista, sia ben chiaro, ma non posso non guardare con enorme favore la proposta leghista. Perché anche in un semplice nome, spesso, ci può essere tutto, ed è la cultura stessa ad essere fatta di nomi e parole. Le nostre, da troppo tempo, rappresentano e diffondono solo idee decadenti ed autodistruttive.

Stelio Fergola

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