Roma, 19 apr – Il mais non ha mai avuto un prezzo così alto negli ultimi dieci anni. Questo dicono i dati, pubblicati dal Tempo. Gli effetti della guerra in Ucraina si fanno sempre peggiori, man mano che il conflitto avanza. E anche gli altri generi alimentari spiccano il volo (in senso negativo).

Mais, il prezzo più alto degli ultimi dieci anni

Non solo fonti energetiche, ma anche alimentari, e da un bel pezzo. Coldiretti lancia l’allarme per il mais che raggiunge un prezzo record, e “con l’Italia che è costretta ad importarne circa la metà del fabbisogno (47%) per quantitativo di oltre 6 milioni di tonnellate necessarie per l’alimentazione degli animali negli allevamenti, dove i ricavi per latte e carne non riescono più a coprire i costi”.  Si legge anche che “gli allevatori italiani devono infatti affrontare già incrementi di costi pari al 57% secondo il Crea che evidenzia il rischio concreto di chiusura per una buona parte degli allevamenti italiani che si trovano costretti a lavorare con prezzi alla stalla al di sotto dei costi di produzione.”

E ancora: “Il deficit nazionale peraltro non sarà colmato con le semine di primavera in Italia con un aumento stimato delle produzioni che riguarda la soia (+16%), il girasole (+5%) e solo marginalmente il mais (+1%) sulla base dell’analisi di Coldiretti sull’ultimo “Short term outlook” della Commissione Ue che evidenzia peraltro che però complessivamente l’Europa nel suo complesso produce ben il 93% del mais di cui ha bisogno. I principali fornitori di mais dell’Italia, oltre all’Ucraina (770 mila tonnellate), sono la Slovenia 13% (780 mila tonnellate) e l’Ungheria 30% (1,85 milioni di tonnellate) contro la quale si è da poco pronunciata la Commissione europea per evitare misure protezionistiche a danno del mercato interno europeo”.

Non solo mais, ma anche riso e soia. Necessari “accordi per prezzi equi”

Il presidente Coldiretti Ettore Prandini invoca misure strutturali urgenti per salvare le aziende: “Lavorare da subito per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali”. Una tragedia di costi asfissianti che potrebbe costare carissimo proprio in termini alimentari. Perché, come pubblicato sull’Ansa, Coldiretti lancia l’allarme anche per altri generi alimentari, dal riso al grano. “Una situazione che provoca inflazione, mancanza di alcuni prodotti e aumenta l’area dell’indigenza alimentare ma anche gravi difficoltà economiche per le imprese con più di 1 azienda agricola su 10 (11%) che in Italia è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività. Circa un terzo del totale nazionale (30%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell’aumento dei costi”, dichiara l’organizzazione agricola analizzando i dati Crea.

Alberto Celletti

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