Roma, 29 ott – Maradona: Sogno Benedetto arriva quasi alla velocità della luce. Ed è già un altro prodotto rilasciato in meno di un anno, ovvero da quando Diego Armando Maradona è spirato, il 25 novembre 2020.



Nel gennaio scorso, infatti, un documentario pubblicato da Discovery plus e intitolato Maradona – Morte di un campione, aveva già inaugurato la “scia” di inevitabili contenuti che genera e genererà forse per molto tempo il decesso di un campione tanto rilevante nella cultura di massa.

Maradona: Sogno benedetto, la serie

Maradona: Sogno benedetto è una serie tv composta da 10 episodi, ma questo 29 ottobre ne sono stati pubblicati soltanto la metà. Di seguito, il trailer dell’opera.

Una curiosità interessante è la data di pubblicazione, di un giorno precedente al compleanno di Maradona, che cadeva, come molti ricordano, il 30 di ottobre.

Per interpretare il Pibe sono stai impiegati tre attori: Nazareno Casero, Juan Palomino  e Nicolas Goldschmidt. Ciò per venire ovviamente incontro alle necessità narrative, che ritraggono il campione argentino in varie fasi della sua vita, dall’infanzia, alla carriera sportiva, fino agli ultimi anni.

Interessante è poi il profilo del regista, Alejandro Aimetta, già noto per aver affrontato soggetti autobiografici. Suo infatti è  El secreto de Selena, storia della cantante texana Selena Quintanilla (1971-1995).

Già confermata la seconda stagione

L’aspetto più interessante di Maradona: Sogno benedetto è in effetti proprio la lunghezza. I dieci capitoli evidentemente non esauriscono l’intera biografia dell’argentino, che continueranno ad essere raccontati in una seconda stagione, già confermata come riporta TvBlog. E in effetti è difficile non dare ragione a un approccio simile, non solo per ragioni – ovviamente – commerciali, ma anzitutto contenutistiche.

La figura di Maradona è importante non solo per la storia dello sport, ma anche quale icona e simbolo di tantissime questioni parallele che la accompagnano, quali la lotta alla droga, i poteri forti del calcio mondiale, il patriottismo e perfino la cultura antiamericana che vige non solo in Argentina, ma nell’America latina in generale.

Un personaggio simile ha smosso così tanto per la popolarità che ha assunto in vita, che effettivamente contenere tutto nell’ennesimo film o documentario sarebbe stato decisamente limitato, oltre che ripetitivo. Occorreva indirizzarsi verso un taglio enciclopedico, ed è ciò che è stato fatto. Sulla qualità, ci permetteremo di esprimere un giudizio quando avremo finito di vedere la serie.

Stelio Fergola

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