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Milano, 31 gen  – Un trentunenne marocchino è stato arrestato ieri nei pressi di piazza Argentina e della centralissima via commerciale di Corso Buenos Aires, diventata ormai riserva esclusiva della microcriminalità straniera. L’immigrato, con l’ausilio di un complice che è però riuscito a sfuggire ai carabinieri, ha prima rapinato una ragazza, rubandole dalle mani il telefono cellulare, dopo di che, alla reazione della vittima, l’ha picchiata facendola finire rovinosamente a terra. Solo l’ennesimo episodio reperibile sulla cronaca cittadina, nonostante le rassicurazioni del sindaco Beppe Sala, mentre è noto a tutti coloro che vivono a Milano che in certe zone è semplicemente sconsigliabile trovarsi in certe ore della notte. “Ero con mio sorella, una sua amica ed un mio amico, nei pressi di corso Como. Ad un certo punto, l’ho sentita urlare. Alcuni stranieri avevano aggredito l’amica fratturandole il naso, mentre cercavano di portar via lei caricandola su una macchina, toccandola e molestandola”. A raccogliere la seguente testimonianza, pochi giorni fa, è chi scrive, un barman che lavora nella zona. A confermare l’allarme sicurezze in certe zone un suo amico, egiziano, non certo sospettabile di razzismo. Il ragazzo non ha denunciato. Ma ha anche raccontato che lo spaccio e, a volte, le aggressioni avvengono a pochi metri dai posti di blocco di militari e vigili. Tant’è vero che, anche l’episodio in questione si è concluso con lui fermato dalle forze dell’ordine per aver reagito, mentre gli stranieri intanto erano scappati.



Sempre in corso Como, racconta un altro ragazzo, si è ritrovato per terra circondato da almeno una decina di stranieri. Un altro episodio sfuggito alle cronache che pur raccontano quasi ogni giorno di episodi del genere. Ma, evidentemente, Beppe Sala è molto più distante dalla gente che dal politicamente corretto. La sua preoccupazione è portare in Duomo la barca affondata nel Mediterraneo per testimoniare la sofferenza di chi arriva in Italia. Delle sofferenze degli italiani per chi in Italia viene a delinquere non gli importa o, almeno, non ritenga sia giusto occuparsene ad un livello politico.

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Nel frattempo, oggi, la procura di Milano ha dato il via all’arresto, portato avanti dalla Squadra Mobile di Cremona con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, di 34 persone responsabili di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravata dalla transnazionalità. Una rete che aveva al vertice cittadini egiziani e vedeva coinvolti afgani, somali, albanesi, tunisini e tre italiani che facevano da autisti. L’organizzazione, secondo l’accusa – che si avvale di foto e video della tratta -, grazie ad un contatto in Sicilia, provvedeva al trasporto degli immigrati appena sbarcati direttamente dall’isola fino al nord Europa. Tra i cinquecento e i mille euro i ricavi a persona per essere accompagnato in Francia. Per il passaggio del valico di Ventimiglia gli immigrati venivano ammassati nei furgoni o nei bagagliai delle auto. In un caso, ben quarantuno immigrati sono stati trovati dalla polizia, sul punto di morire asfissiati, in un furgone chiuso con un lucchetto. In due anni di indagini, addirittura sessantadue viaggi sono stati documentati. Mentre i dati definitivi sugli arrivi nel 2016 attestano un +18% rispetto al 2015, con oltre 180mila arrivi, dei quali il 70% maschi adulti. Altro che rifugiati.

Emmanuel Raffaele

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1 commento

  1. Assai probabilmente si sono “scordati” di pagare il pizzo concordato col funzionario che li proteggeva. A pensar male, come è noto, si commette peccato ma…

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